
Meriterebbe attenzione solo perché non si chiama Scientificamente come altre migliaia di manifestazioni, cineforum, giornali e attività culturali i cui ideatori al culmine della loro genialità hanno dato nome approssimando il soggetto al più vicino avverbio e così formando il tremendo gioco di parole: Scientifica-Mente.
La Nostra si chiama Ritorno alla Ragione (sottotitolo: Ragionevolmente), non è il quarto e definitivo episodio della saga in cui Doc Christopher Lloyd (alias Edward Witten) torna finalmente in sé ed ammette di essersi sognato tutto, compreso il flusso canalizzatore a forma di pretzel o di stringa. È bensì un ciclo di conferenze il cui nome rappresenta un tentativo di ribaltamento dialettico del titolo di una raccolta di saggi di K. P. Feyerabend, “Addio alla Ragione”. A malincuore dopo aver imparato la logica ma non altro dal prezioso volume, ci tocca dar fuoco alle vesti del nostro (cattivo) maestro – ci dispiace più che altro per il maglioncino di lana grezza che indossava per darsi arie da anarcoide durante le passeggiate al campus di Berkeley col pensiero rivolto solidalmente agli operai di Di Vittorio in giacca e cravatta. Si lo so che l’“anarchico” Karl è mille volte più affascinante di quel rompiscatole pedante di Karl, ma bisogna dire che se ha avuto più fortuna dei suoi colleghi è in buona misura perché è sopravvisuto loro.
Comunque aveva davvero capito tutto. Dopo le glorie della rinormalizzazione delle teorie di campo, il bianconiglio che consente ai fisici teorici di sbarazzarsi dei risultati incoerenti della teoria sostituenoli con calcoli ad hoc tirati fuori dal cilindro, era salito sul vittorioso carro carnascialesco del Modello Standard che nel corso degli anni ha ospitato ospiti illustri come le correnti deboli e i neutrini oscillanti, ospiti ignoti ma decisamente più carismatici come il bosone di Higgs, e altre decine e decine di ipotesi dadaisticamente generate per controintuizione, come selezionando a caso da un dizionario. Alla lettera S del libro dei nomi era venuto fuori SUSY, e dall’acronimo alle estremità si è deciso di studiare la Super Symmetry, un matrimonio alla cieca visto che la sposa non si è mai mostrata, ma chisseneimporta, tanto Popper è gia sepolto e la scienza non procede più per falsificazioni, ma per mistificazioni. Anche un tempo le teorie fantasiose o semplicemente sbagliate non mancavano, non è diverso oggi da ieri. Ma mentre per fortuna Tolomeo, Lombroso e soci sono stati superati e annichiliti da teorie alternative grazie al confronto con l’esperienza, qui si stenta a superare l’impasse con il nuovo metodo fantascientifico.
Vedete quindi che per le materie scientifiche non è tanto meglio che per quelle umanistiche. La “nuova alleanza” decantata da Prigogine passa anche attraverso le brutture metodologiche. Nel caso poi delle materie umane è fin troppo facile polemizzare guardando alla trasmuatzione scientista dei nomi delle nostre Facoltà: Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione, Scienze Psicologiche. Scienze e Tecnologie per la Moda. Manca solo Scienze dell’Arte, Musica e Spettacolo. Ma perché questi signori ci tengono tanto a chiamarsi scienziati? Per carità lo sono, nel senso che nel loro settore sono esperti, sciunt. Ma allora si svaluta la parola e qualcuno che segue il metodo scientifico, che non manca neanche tra gli umanisti, dovrà inventarsi nuovi epiteti per definirsi, metodologisti, analisti (mai!), boh! Un po’ come con le parolacce, usandole troppo perdono il loro valore. Vernacola volant!
È sul rapporto con il potere che Karl ci ha trasmesso tante cose utili sull’indipendenza della scienza dalla politica. Ma che dire dell’indipendenza della politica dalla scienza, is that good? È davvero bene che i legislatori decidano su questioni cruciali in base al parere di organi anch’essi politici, se non ad una propria credenza personale, piuttosto che confrontando tesi diverse su un piano scientifico? Una volta almeno c’erano le scuole di partito, per quanto ideologiche formavano i nostri governanti con un carico consistente di conoscenza tecnica delle questioni sul tavolo. Ora i politici hanno sciolto questi inutili legacci e possono permettersi di legiferare senza il necessario uso della ragione, e di legiferare anche su questioni prettamente scientifiche o con pesanti impatti naturali come OGM, Global Warming, Energia Nucleare, Alta Velocità, missioni spaziali, allunaggi mediatici, lunatismi scientisti e relativi finanziamenti alla ricerca.
D’altra parte chi controlla i controllori? Se sono i controllati stessi tramite peer-review, è facile immaginarsi che qua e là avvengano dei cortocircuiti, e se il sistema non è sufficientemente complesso da andare in omeostasi può succedere che la famosa farfalla sbattendo le ali provochi la fama dell’uno e l’infamia dell’altro. L’ossigeno dei finanziamenti alla ricerca provvederà ad aumentare l’incendio. Vedetela come una profezia: tra dieci anni si potrebbe parlare di stringhe come di frenologia e di fusione fredda come di evoluzione, ammesso che questa regga ancora a lungo. Ma non certo in virtù del ritrovato metodo scientifico, è solo questione di mode.
Siamo dunque alle nostre conferenze, di cui sotto il programma. Sette interventi per confrontare le conoscenze umane con le conoscenze naturali e per interrogarsi sulle proprie metodologie di ricerca e sul senso del metodo scientifico oggi. Un piccolo passo per l’uomo che salirà sul palco, un passo indietro per l’umanità in fronte, indietro nel tempo, avanti tutta!