November 21, 2008

Live @ Il Cinema del Carbone

Filed under: musica

 

Il duo è tonato ad esibirsi, per la seconda trasferta [qui l’altra] fuori Padova in pochi mesi [i precedenti: qui qui e in altre due occasioni da archiviare]. Sonorizzazione di Berlino Sinfonia di Una Grande Città di Walter Rutman, con cui avevamo cominciato, presso il Cinema del Carbone di Mantova, piccolo cinema indipendente che propone rassegne alternative, seconde visioni, visioni inedite (l’altro cinema indipendente a Mantova è il Mignon, con rassegne più colte e classiche, tipo cineforum morettiano anni ‘70; per il resto tutte multisale). E’ stato un successo, pubblico folto (ca. 50 persone paganti) e mediamente molto soddisfatto: l’occasione consacra il duo come una realtà nel panorama dei film musicati dal vivo alla prima occasione esterna all’ASU, insomma primo vero banco di prova. Da questo momento potremo seriamente cominciare a guardarci attorno.

 

Oltre al solito commento al pianoforte (largamente improvvisato) l’effetto che più è piaciuto è stato l’impiego di due radio sovrapposte, con il loro rumore eventualmente aumentato ad arte. Molta sorpresa da parte di tutti nello scoprire che non si trattava di registrazioni ma di quello che passava in convento in quel momento su quel palco: in particolare una radio straniera che trasmetteva in tedesco, per una qualche congiuntura astrale. L’elettronica homemade completava il tutto. Foto qui.

 

October 3, 2008

Live @ Forte Marghera

Filed under: musica

Il duo elettro-acustico è tornato ad esibirsi, dopo l’appuntamento al Mondayscreen, per la prima volta fuori Padova, a Forte Marghera. Un posto fantastico, vasto parco con strutture industriali in mattoni grezzi, una via centrale da far west, su cui si affacciano alcuni casolari ed in un grande spazio coperto ma aperto il saloon, con interessante arredo di tavoli tutti diversi. Ovunque pieno di gatti all’ingrasso. Sonorizzazione di Che Ospitalità di Buaster Keaton, già musicato con successo a Padova. Inserito in un ciclo di tre concerti dal nome PERFORMA, che comprendeva anche esibizioni di danza contemporanea in giro per il parco, jam session (non s’è vista) e altro. Bello il posto, bella la gente, buona (non eccelsa) l’esibizione. Ma che ospitalità! Pessima organizzazione, quasi fastidiosa: nessuna accoglienza, programma che slitta di due ore e mezza, pochissima gente (praticamente solo gli organizzatori, stanchi e con la fregola di chiuder bottega o di poter mostrare le proprie cose); siamo rimasti ad aspettare con una fame da lupi scarsamente sedata a nostre spese con un orrendo tramezzino e due spritz deleteri che almeno sono serviti a tenere a bada la fredda umidità, in attesa che qualcuno venisse a dirci che cosa succedeva. A fine film, pochissimo entusiasmo e forse anche interesse per un lavoro di improvvisazione che, anche se non eccessivamente studiato, comunque contiene, a mio avviso, ottimi spunti musicali. Mi rimarrà nel cuore l’invito ad iniziare, senza il pubblico, che forse sarebbe arrivato per vedere un film in cui le sequenze iniziali sono fondamentali. Sia chiaro, non ce ne frega niente: suoniamo anche per una sola persona, anche in ritardo, le cose possono essere fatte alla cazzo, ma c’è sempre una linea di cortesia da non valicare. E francamente mi vien da pormi domande sul senso dell’esistenza di questo sottobosco culturale fintamente alternativo e cazzone, elitista autoreferenziale e mal sovvenzionato, ma sovvenzionato - ma poi torno nei ranghi: sono dei loro.

 

October 1, 2008

Ear training

Filed under: musica

Primo esame al Conservatorio della carriera di musicista jazz (haha), scroccato di rendita. Mentre la mia tesi si consegnava nelle mani dei burocrati l’orecchio preciso captava ogni singola nota di un semplice dettato musicale in RE, otto battute di una banalità sconcertante che hanno provocato il panico tra gli esaminandi. Nel pomeriggio la voce dava sfoggio di sé nell’esecuzione di un altrettanto semplice melodia in SI minore, scala armonica, mentre il mio ego dissentiva animatamente sul concetto di formazione e su cosa sia l’università in più e in meno di una scuola superiore con un accompagnatore, in evidente apprensione per l’esito dell’esame dell’accompagnata.

Comunque non mi conviene sbruffonare visto che quando poi si tratta di suonare mi danno tutti la paga, e di mondi peraltro.

May 27, 2008

musicscreen - safety last!

Filed under: musica, visioni

Mondayscreen ha ospitato per il terzo anno il duo elettro-acustico, per la sonorizzazione di Preferisco l’ascensore, titolo italiano infausto (come tutti quelli dell’epoca) di Safety Last con Harold Lloyd. Esibizione improvvisata al massimo, con una sola pre-visione e nessuna prova complessiva. E’ filata liscia.

Il film è divertente, le gag sono all’altezza di Buster ma Lloyd no, ha una faccia da sberle che metà basta. La trama è ben congegnata. 

May 22, 2008

scriabin @ filosofie e musica

Filed under: musica

Si torna a suonare, non come si potrebbe fare purtroppo ma i tempi sono quelli che sono. Scriabin, sonata n.9, "La Messa Nera", nella terza esecuzione pubblica. Ormai un classico di repertorio.

May 13, 2008

Frammenti riemersi

Filed under: musica

Cosa potrebbe essere questo? Potrà mai diventare qualcosa? Sul piano non suona bene, ma con le note tenute ad arricchire le appoggiature e i ritardi, le dissonanze stemperate da timbri più morbidi, potrebbe essere il finale di un breve corale semplice e compìto, per organo o per coro. Speramo che sia compiùto un giorno.

February 26, 2008

combinazioni armoniche

Filed under: musica


La combinazioni armoniche non sono infinite - chiede la giornalista al compositore. Che domanda, ovvio che le combinazioni armoniche non sono infinite, dato che le note sono finite. Per cui le canzoni si ripetono uguali, a tratti o per intero. Brava. Peccato che la giornalista confondesse melodie con armonie. Da centinaia di anni, migliaia di anni, da quando esiste la musica, armonie e melodie si ripetono sempre uguali. Ed è giusto che sia così. Soprattutto perchè, e questo vale tanto più per le canzonette sanremesi, i musicisti tendono a usare uno spettro ridotto delle potenzialità dell’armonia, che comunque è molto ricca.

Prendiamola larga. Parliamo di sistema temperato dodecafonico. I possibili insiemi di note sono

Considerando anche i rivolti

Per cui il materiale non mancherebbe, anche se ovviamente è difficile pensare che a Sanremo ci possano essere canzoni con cluster di 9-10 note, politonalità, atonalità, modi antichi o acustici o orientali, o anche addirittura accordi con none o tredicesime, accordi semidiminuiti o aumentati. Le canzonette di Sanremo si iscrivono per bene nella tonalità classica, spogliata di inutili gingilli come raffinatezze cromatiche, note estranee all’armonia, colori sugli accordi. Addirittura il concetto di rivolto è estraneo ai nostri musici. In pratica si usano solo gli accordi del giro armonico nella tonalità di impianto: la tonica, sottodominante, dominante, il secondo grado, il relativo minore, talvolta il terzo grado. Visto che la tonalità di impianto è ininfluente per la percezione acustica (a meno di non avere l’orecchio assoluto), la scelta cade tra 6 accordi per le tonalità maggiori. Può essere che si utilizzi in senso plagale l’accordo maggiore sul settimo grado abbassato, e a volte anche altri accordi possono entrare, qualche rara sostituzione di tritono, come l’acordo maggiore sul secondo grado abbassato. Stimiamo, così per esagerare, un massimo di 10 accordi possibili per un giro in una tonalità. Altrettanti ammettiamone per il modo minore.

Ovviamente molto dipende dalla struttura e dalla densità armonica di una canzone, ossia quanto spesso varia l’armonia. Consideriamo una classica struttura AABA, dove A (la strofa) in genere è composta da 8 battute, e così pure B (il ritornello). La densità armonica solitamente è di un accordo per battuta, per le prime quattro battute, ripetuto nelle seconde quattro. In questo caso le combinazioni possibili sono (2 per modo maggiore/minore)

Ventimila possibili A. Sicuramente di meno delle canzonette scritte e incise. Raddoppiando la densità armonica (due accordi per battuta) si ottiene invece il ragguardevole numero

ma purtroppo sono assolute rarità brani con tanta ricchezza armonica. Queste sono ovviamente sovrastime, sia perchè in verità gli accordi comunemente usati sono 6, sia perchè di solito il quarto (ed anche il primo) accordo sono fissati alla tonica. Un numero più realistico va quindi da a sei volte tanto, 432. Decisamente poco. Non stupitevi se la strofa di una canzone assomiglia a qualcosa di già sentito. Perchè sicuramente l’avete già sentito.

E la probabilitè che intere canzoni si assomiglino? Talvolta (ma molto raramente) scelta una tonalità di impianto, può essere che una canzone migri per un’altra tonalità per il ritornello (quasi impossibile che questo succeda all’interno di uno stesso A). In questi casi, soprattutto alle giunzioni, si può in effetti aumentare in maniera interessante la ricchezza armonica di un pezzo. Le modulazioni più frequenti sono al relativo minore/maggiore, alla dominante, al quarto grado, ma anche un tono sopra, una terza maggiore sopra, una terza minore sotto. Ammettiamo che si possa andare ad una qualsiasi delle 24 tonalità (maggiori e minori), compresa la stessa tonalità di impianto, e costruire un B, che avrà la stessa struttura e densità armonica di A. Si ottiene così una stima inferiore

ed una superiore

di possibili canzonette. Per cui la possibilità di fare cose sostanzialmente diverse ci sarebbe, anche se a tratti si somiglierebbero tremendamente. Ma abbiamo esagerato. La stima inferiore si può abbassare a piacere con un po’ di cauto realismo. Per concludere secondo me una cifra realistica si ottiene considerando che gli illetterati di Sanremo usano 4 accordi, modulano al più a tre tonalità alternative, per cui si ottiene l’agghiacciante cifra:

Questo rappresenta una buona stima delle possibili canzoni stile sanremese.

February 17, 2008

history of music

Filed under: musica, work in progress

Ecco un nuovo progetto musicale di quelli veramente arditi. Una cosa che non si risolve in pochi anni di studio e lavoro, ma non deve per forza essere completa (anzi non sarà mai completa per natura) per essere ascoltabile. Variazioni per pianoforte su un tema, da scegliere in un cantus firmus gregoriano, a ripercorrere tutta la storia della musica, compreso il jazz e la musica leggera (oltre che la musica "colta" contemporanea, e la musica antica ovviamente). Ogni variazione è uno stile compositivo, o un autore (o un periodo di un autore, per Beethoven). La scrittura di ogni variazione dovrebbe essere preceduta dallo studio di un genere o uno stile, compreso il contrappunto antico e quello bachiano.

January 23, 2008

gran café live /4

Filed under: musica

Frédéric Chopin

Preludio op. 28 n.2

Preludio op. 28, n.4

Ballata n.1 in sol minore, op. 23 (1835)

Ballata n.4 in fa minore, op. 52 (1842)

Maurice Ravel

 
Ma Mère l’Oye, cinq pièces enfantines (1910)

I. Pavane de la Belle au bois dormant

II. Petit Poucet

III. Laideronnette, Impératrice des pagodes

IV. Les entretiens de la Belle et de la Bête

V. Le jardin féerique

Ondine, da Gaspard de la Nuit (1908)

Alborada del Gracioso, da Miroirs (1905)

Alexander Scriabin

Preludio per la mano sinistra op. 9 n.1 (1894)

Preludio op. 11, n.4

Sonata n.9 “La messa nera”, op. 98 (1913)

December 23, 2007

sports et divertissments

Filed under: musica

 

Concerto-chiaccherata-aperitivo natalizio. Prima parte: Bethoven, variazioni su un tema dell’Eroica; quarta ballata di Chopin. Seconda parte: musiche di Satie e letture da "Quaderni di un mammifero": prima Gymnopedie, "La giornata del musicista", prima Gnossienne, introduzione e una dozzina di pezzi da Sports e Divertissments. Finale del concerto a sorpresa. Un leggero cambiamento di tono rispetto alle atmosfere frivole e allegre del concerto. Come regalo di Natale. Come buon auspicio. Un’introspettiva su un genere che unisce tutti gli autori e le opere suonate, e che introduce il prossimo concerto: La Marcia Funebre. Le marce funebri sono un tratto che unisce le opere eroiche di Beethoven (secondo movimento della terza sinfonia, sonata in Lab con la marcia funebre per la morte dell’eroe). Tuttavia non si è eseguito Beethoven, ma quella celebre di Chopin, di Edrioftalma di Satie (parafrasi ironica da Chopin, o come scrive lui, dalla celebre mazurca di Schubert), e infine l’ultimo movimento della prima sonata di Scriabin.
 

December 3, 2007

il circolo (de)privato delle quinte

Filed under: musica, idee, scrittura

Un’allieva di pianoforte un giorno chiese al suo maestro le ragioni della sua antipatia per certi pezzi   di Ludovico Einaudi, e perchè si ostinasse a proporle di studiare un insignificante preludio di Chopin. Non l’avesse mai fatto!

Fisica. La vibrazione di una sistema oscillante, come una corda, può essere scomposta in modi fondamentali di oscillazione, detti “armonici”. Il più fondamentale equivale all’oscillazione coerente di tutta la corda sottoforma di un’unica pancia (come per il salto della corda), gli altri sono relativi a moti con un maggior di punti fissi (nodi) lungo la corda. Ogni modo produce un suono puro ed ha un’intensità relativa (spettro), che determina l’altezza percepita il timbro dello strumento.

Numerologia. Immaginate di essere un antico sàtiro greco alle prese con un mazzo di corde con cui costruire una cetra. Volete stabilire un sistema di suoni fisso con cui accordare lo strumento. Decidete di usare un sistema “naturale” basato sugli armonici, ossia sulla divisione e moltiplicazione  esatta della lunghezza della corda. Dividendola per 2,4,8 etc.  ottenete delle note fondamentalmente uguali a quella di partenza, solo più acute. Avete inventato l’intervallo di ottava. Prendendone solo un terzo si ottiene invece un suono autenticamente nuovo. Potete continuare a dividere per tre e ottenere una molteplicità di suoni nuovi (ogni tanto raddoppiate la corda se diventa troppo corta). Quanti sono questi suoni, infiniti? O non è che prima o poi il cerchio si chiude e si torna al suono di partenza? Ovverosia, in termini matematici, esistono due numeri n e m tali che 1/3n = 1/2m ?
La risposta è no, ma quasi: esistono due numeri per cui quelle due potenze si avvicinano parecchio. E sono i due numeri magici della musica: 12 e 7. Dopo 12 divisioni della corda in tre parti si è (approssimativamente) tornati al suono di partenza (salvo 7 salti discendenti di ottava). Insomma il vostro sistema distingue chiaramente 12 suoni, raggiungibili quasi esattamente con un salto di un nuovo intervallo che chiamiamo di “quinta”. Rappresentando i dodici suoni ottenuti per salti di quinte lungo il quadrante di un orologio, ottenete il “circolo delle quinte”, qui a fianco rappresentato.

 

(more…)

October 22, 2007

live @ gran café

Filed under: musica, selfdesign

(more…)

August 28, 2007

vexations @ eterotopie

Filed under: musica

 

1 delle 13 ore consecutive per ripetere 840 volte (forse qualcuna di meno) le due battute più tema al basso scritte da Satie, musicista dadaista e amante degli ombrelli.

 

May 23, 2007

s-vari(azi)oni goldberg

Filed under: musica

 

Selezione dalle Variazioni Godberg di Bach, tutti i multipli di tre (i canoni), conclusi dal Quodlibet e l’Aria, nel nuovo bellissimo auditorium del Conservatorio, acustica perfetta anche se un po’ secca dal palco, pianoforte grancoda Steinway. Qualche inciampo. I precedenti:

maggio 2007 - auditorium Claudio Monteverdi

- J.S. Bach, Variazioni Goldberg BWV 988 (selezione)

settembre 2006 (diploma) - teatro Bibiena

- L. van Beethoven, Sonata op.101 in La maggiore

- F. Chopin, Sonata op.35 in Si b minore

- J. Brahms, da Klavierstucke op.119, n.4 Rapsodia in Mi b maggiore

- M. Ravel, Gaspard de la Nuit

giugno 2006 - teatro Bibiena

- L. van Beethoven, Bagatelle op.126 

- M. Ravel, Gaspard de la Nuit

febbraio 2006 (in duo violinistico) - teatro Bonoris di Montichiari

- L. van Beethoven, Sonata n.1 per violino e pianoforte Op. in Re maggiore

- J. Brahms, Sonata n.1 per violino e pianoforte Op. in Sol maggiore

giugno 2005 - teatro Bibiena

- A. Scriabin, Sonata n.9 op.68

- F. Chopin, Sonata op.35 in Si b minore

giugno 2004 - sala dei Cavalli, Palazzo Te

- L. van Beethoven, Variazioni su un Tema dell’Eroica op.35 in MI b maggiore

giugno 2003 - teatro Bibiena

- L. van Beethoven, Sonata op.53 in Do maggiore

giugno 2002 - teatro Bibiena

- F. Chopin, Ballata n.1 op.23 in Sol minore  

giugno 2001 - teatro Bibiena

- R. Schumann, Papillons op.2 

December 1, 2006

musica neurale

Musica Neurale in immagine non coordinata. Istruzioni per la scrittura della partitura, ed un esempio pratico. 6 (o più) esercizi preparatori e Musica Neurale.  Manuale di Immagine non Coordinata. Laboratorio di Musica Neurale.

Il pezzo dura pochi minuti, ma la preparazione al pezzo non consiste nella sua esecuzione, bensì nell’esecuzione degli esercizi preparatori. La stesura della partitura è eseguita dagli esecutori stessi, o dal maestro del coro. La disposizione del coro è a circonferenza, intorno all’ascoltatore, se possibile. Il manuale di istruzioni per la scrittura della partitura indica un logotipo, un’impostazione grafica (semplice), come disporre gli elementi per ogni pagina, come scegliere le note e i tempi dei vari esercizi e i temi di Musica Neurale. Alcune parti scritte sono prestabilite.

Gli esecutori sono disposti in circonferenza stretta (uno a fianco all’altro) intorno all’ascoltatore. Gli ascoltatori sono pochi per volta, quelli che ci stanno. Possono interagire con il coro suggerendo un tema. Il coro risponde cercando di imitare quel tema. Il pezzo si conclude quando tutto il coro canta una stessa cosa.



Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Helga Cleve and widely (wildly)
rearranged by matteoeo (sorry helga!)