December 3, 2007

il circolo (de)privato delle quinte

Filed under: musica, idee, scrittura

Un’allieva di pianoforte un giorno chiese al suo maestro le ragioni della sua antipatia per certi pezzi   di Ludovico Einaudi, e perchè si ostinasse a proporle di studiare un insignificante preludio di Chopin. Non l’avesse mai fatto!

Fisica. La vibrazione di una sistema oscillante, come una corda, può essere scomposta in modi fondamentali di oscillazione, detti “armonici”. Il più fondamentale equivale all’oscillazione coerente di tutta la corda sottoforma di un’unica pancia (come per il salto della corda), gli altri sono relativi a moti con un maggior di punti fissi (nodi) lungo la corda. Ogni modo produce un suono puro ed ha un’intensità relativa (spettro), che determina l’altezza percepita il timbro dello strumento.

Numerologia. Immaginate di essere un antico sàtiro greco alle prese con un mazzo di corde con cui costruire una cetra. Volete stabilire un sistema di suoni fisso con cui accordare lo strumento. Decidete di usare un sistema “naturale” basato sugli armonici, ossia sulla divisione e moltiplicazione  esatta della lunghezza della corda. Dividendola per 2,4,8 etc.  ottenete delle note fondamentalmente uguali a quella di partenza, solo più acute. Avete inventato l’intervallo di ottava. Prendendone solo un terzo si ottiene invece un suono autenticamente nuovo. Potete continuare a dividere per tre e ottenere una molteplicità di suoni nuovi (ogni tanto raddoppiate la corda se diventa troppo corta). Quanti sono questi suoni, infiniti? O non è che prima o poi il cerchio si chiude e si torna al suono di partenza? Ovverosia, in termini matematici, esistono due numeri n e m tali che 1/3n = 1/2m ?
La risposta è no, ma quasi: esistono due numeri per cui quelle due potenze si avvicinano parecchio. E sono i due numeri magici della musica: 12 e 7. Dopo 12 divisioni della corda in tre parti si è (approssimativamente) tornati al suono di partenza (salvo 7 salti discendenti di ottava). Insomma il vostro sistema distingue chiaramente 12 suoni, raggiungibili quasi esattamente con un salto di un nuovo intervallo che chiamiamo di “quinta”. Rappresentando i dodici suoni ottenuti per salti di quinte lungo il quadrante di un orologio, ottenete il “circolo delle quinte”, qui a fianco rappresentato.

 

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June 28, 2007

dissipative quantum model of the mind

Filed under: fisica, idee, couriosity

Non ho letto il libro ma ho avuto la possibilita’ di chiacchierare con l’autore riguardo ai contenuti della sua teoria. Questo chiarimento personale ha dissipato i miei dubbi circa la fisica del modello, che durante la sua presentazione in mattinata presso una platea di filosofi e gesuiti era stata un po’ adombrata.

Il problema e’ quello di spiegare la manifesta velocita’ di correlazione all’interno del cervello (osservata da Freeman), inspiegabile secondo un modello puramente bio-chimico. Il suo lavoro inoltre parte da una rivisitazione dei lavori di Umezawa di teoria quantistica della mente, dei quali rileva la limitazione derivante dall’utilizzo di uno spazio di Hilbert quantistico come sede della memoria. In questo modello infatti la registrazione di nuovi dati cancella i precedenti, cosa che ovviamente non avviene nel cervello. Una teoria quantistica di campo efficace fornisce gli strumenti per comprendere questi fenomeni; infatti gli spazi di Fock degli stati di una teoria ad infiniti gradi di liberta’ non sono unitariamente equivalenti (regole di superselezione), e sono sedi di fisiche sostanzialmente diverse (diversi stati di vuoto), corrispondenti alle diverse fasi del sistema. Questa molteplicita’ di fasi diverse garantisce un’estensione del modello di Umezawa in modo da comprendere una stratificazione mnemonica.

A parte queste suggestive considerazioni, il modello e’ fisicamente fondato; il parametro d’ordine e’ la polarizzazione delle molecole d’acqua che in larga percentuale costituisce il cervello; la rottura di simmetria SU(2) genera un bosone di Goldstone detto "quanto di …", questo modello quindi analogalmente al modello di Ising prevede la formazione di domini di coerenza per tempi sufficientemente lunghi da essere osservati sperimentalmente. L’incontro con Freeman, uno dei guru del campo, e’ stato fondametale perche’ ha consentito di dotare di una buona base sperimentale (60 e piu’ elettrodi a misurare i domini di coerenza) il lavoro. Articolo qui.

Una parte importante del lavoro e’ relativa ai concetti di dissipazione, perdita d’informazione, emergenza di strutture quantiche, che vorrei approfondire. Se ho ben capito Vitiello interpreta la concezione umana del tempo come derivante dalla freccia del tempo del modello dissipativo. A livello quantistico non e’ possibile isolare il sistema, e quindi non e’ possibile liberarsi della dissipazione e della freccia del tempo.

Ricordo un amico che mi diceva dell’apparente incomprensibilita’ dell’orecchio assoluto. Il cervello avrebbe una struttura frattale, invariante di scala (leggi di potenza), e questo fatto si rispecchia nella percezione acustica, che e’ logaritimca nelle frequenze e non e’ in grado di riconoscere una scala caratteristica. L’orecchio assoluto è l’immancabile eccezione. Il gruppo di rinormalizzazione e’ sicuramente lo strumento adeguato per lo studio di questi aspetti.

 

June 19, 2007

lettere al direttore

Filed under: idee, scrittura

 

 
Tratto dalla rassegna stampa dell’Università di Bologna.

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December 25, 2006

appunti /1

 

Il racconto, se si vuol dire tale, di un mondo futuribile sporco, insano, malato, corrotto, degradato, falso, ipocrita, e di tutte le meschinerie e bassezze e porcherie che lo intasano in un rutilante catalogo che tutto sembra tranne un racconto (alla Kurt Vonnegut). Le metafore continue mascherano in un realistico futuro abominevole quello che è invece la visione ipercritica, complottista e pessimista del mondo reale attuale del misantropo. Nel suo disprezzo verbale si legge il suo amore per l’uomo, e si confonde il suo iperazionalismo per una malattia. Il rigore di pensiero conduce inevitabilmente a questi precipizi, chi se ne astiene è il vero malato, che ha abbracciato un senso irrazionalmente. Nel catalogo compaiono molti esempi di persone malate per via delle loro passioni, che danno un senso alla loro vita, il pianoforte, lo sport, il calcio, la politica…

 

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December 1, 2006

musica neurale

Musica Neurale in immagine non coordinata. Istruzioni per la scrittura della partitura, ed un esempio pratico. 6 (o più) esercizi preparatori e Musica Neurale.  Manuale di Immagine non Coordinata. Laboratorio di Musica Neurale.

Il pezzo dura pochi minuti, ma la preparazione al pezzo non consiste nella sua esecuzione, bensì nell’esecuzione degli esercizi preparatori. La stesura della partitura è eseguita dagli esecutori stessi, o dal maestro del coro. La disposizione del coro è a circonferenza, intorno all’ascoltatore, se possibile. Il manuale di istruzioni per la scrittura della partitura indica un logotipo, un’impostazione grafica (semplice), come disporre gli elementi per ogni pagina, come scegliere le note e i tempi dei vari esercizi e i temi di Musica Neurale. Alcune parti scritte sono prestabilite.

Gli esecutori sono disposti in circonferenza stretta (uno a fianco all’altro) intorno all’ascoltatore. Gli ascoltatori sono pochi per volta, quelli che ci stanno. Possono interagire con il coro suggerendo un tema. Il coro risponde cercando di imitare quel tema. Il pezzo si conclude quando tutto il coro canta una stessa cosa.



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