uds - giugno 2008
Un altro numero-lampo di Uscita di Sicurezza. Il secondo dell’anno, il secondo speciale. Si scarica qui a meno che qualcuno non modificherà il link in questi anni, come probabile.
Un altro numero-lampo di Uscita di Sicurezza. Il secondo dell’anno, il secondo speciale. Si scarica qui a meno che qualcuno non modificherà il link in questi anni, come probabile.
Pagg. 1,4,5 qui
CONCORSO LETTERARIO
Dedicato a lor che aman’ndar di penna
e riempir i fogli di scarabocchi
non sarà mai che questo non li tocchi
prendetela come annalizia strenna
Stiamo organizzando per voi un concorso
non che sia una vera competizione
in palio non vi è remunerazione
qualche libro e di vinello un sorso
Si tratterà di scrivere un racconto
i dettagli li rimandiamo al bando
prossimamente su queste colonne
entro aprile dovrà essere pronto
a maggio la giuria giudicando
festòn a giugno per uomini e donne!
L’immancabile (?) sonetto
basta con lo studente triennale!
lezioni e compitini i giorni pari
quelli dispari ubriachi coi compari
l’importante è la laurea puntuale
ribellati alla routine studentesca!
fai l’aperitivo in associazione
che d’occupare il tempo c’è occasione
per realizzare ogni tua idea fresca
cineforum, conferenze o feste
musica alternativa, un giornaletto
proteste proposte contestazioni
venite a usare le vostre teste
noi metteremo in comune un tetto
per dar voce alle vostre intenzioni
Dei cambiamenti climatici si legge quotidianamente su ogni giornale, rivista o periodico, e il nostro non farà eccezione. Delle bizzarrie del clima e le enormi conseguenze sulla nostra vita ne parlano politici, economisti, ecologisti, fruttivendoli e giardinieri. Più raro sentirne parlare scienziati. Non sarà comunque questa l’occasione. Vi proponiamo soltanto delle considerazioni marginali; chi è affezionato a questo foglietto propagandistico avrà l’angosciosa impressione di aver già letto questo soliloquio monomaniacale.
Per la prima volta dopo decenni problematiche di primo piano della ricerca scientifica si ricollegano all’esperienza quotidiana di ogni uomo, intesa come osservazione scientifica di fatti. Come se la routine delle previsioni del tempo sbagliate e l’amaro spettacolo dei ghiacciai alpini disciolti o la spesa pazza dall’ortolano cortocircuitasse con i modelli teorici della fisica del clima, che è fondata sulla termodinamica, la scienza che studia i sistemi “nel mezzo” tra il microscopico e il cosmologico. Tra questi ci sono tutti i sistemi viventi, dalla cellula a Gaia, l’ipotesi del sistema Terra come organismo vivente (Lovelock J., “Gaia”, Bollati Boringhieri, 1981). In questo purgatorio termico (non molto amato e frequentato da chi studia le fredde teorie fondamentali, o i bollenti primordi cosmici) i sistemi si caratterizzano per la complessità dei propri comportamenti, come la risposta a sollecitazioni esterne o l’autopoiesi, e per il fatto di essere lontani da un’equilibrio statico (quello di un gas a temperatura fissata e.g.). Perennemente alimentati da flussi di energia e materia essi producono molta entropia in un processo irreversibile che trova equilibri dinamici più o meno delicati nella puntuale cooperazione di tutte le parti. L’esempio migliore è quello del vivente: quando sollecitato da una grave malattia o un grosso incidente può valicare o meno un punto di non ritorno, entro la quale il sistema si autorganizza in modo da recuperare un nuovo equilibrio dinamico, non sempre identico al precedente e altrettanto stabile (uno stato comatoso per esempio), ed oltre la quale degenera e muore.

Nuovo numero di Uscita di Sicurezza, dedicato al Summer Student Festival, con uno speciale di due pagine centrali con il programma della manifestazione.
I pdf scaricabili dal sito dell’ASU all’indirizzo:
- UdS giugno, a colori (1.2 Mb)
- UdS giugno, bianco e nero (1.2 Mb)

Meriterebbe attenzione solo perché non si chiama Scientificamente come altre migliaia di manifestazioni, cineforum, giornali e attività culturali i cui ideatori al culmine della loro genialità hanno dato nome approssimando il soggetto al più vicino avverbio e così formando il tremendo gioco di parole: Scientifica-Mente.
La Nostra si chiama Ritorno alla Ragione (sottotitolo: Ragionevolmente), non è il quarto e definitivo episodio della saga in cui Doc Christopher Lloyd (alias Edward Witten) torna finalmente in sé ed ammette di essersi sognato tutto, compreso il flusso canalizzatore a forma di pretzel o di stringa. È bensì un ciclo di conferenze il cui nome rappresenta un tentativo di ribaltamento dialettico del titolo di una raccolta di saggi di K. P. Feyerabend, “Addio alla Ragione”. A malincuore dopo aver imparato la logica ma non altro dal prezioso volume, ci tocca dar fuoco alle vesti del nostro (cattivo) maestro – ci dispiace più che altro per il maglioncino di lana grezza che indossava per darsi arie da anarcoide durante le passeggiate al campus di Berkeley col pensiero rivolto solidalmente agli operai di Di Vittorio in giacca e cravatta. Si lo so che l’“anarchico” Karl è mille volte più affascinante di quel rompiscatole pedante di Karl, ma bisogna dire che se ha avuto più fortuna dei suoi colleghi è in buona misura perché è sopravvisuto loro.
Comunque aveva davvero capito tutto. Dopo le glorie della rinormalizzazione delle teorie di campo, il bianconiglio che consente ai fisici teorici di sbarazzarsi dei risultati incoerenti della teoria sostituenoli con calcoli ad hoc tirati fuori dal cilindro, era salito sul vittorioso carro carnascialesco del Modello Standard che nel corso degli anni ha ospitato ospiti illustri come le correnti deboli e i neutrini oscillanti, ospiti ignoti ma decisamente più carismatici come il bosone di Higgs, e altre decine e decine di ipotesi dadaisticamente generate per controintuizione, come selezionando a caso da un dizionario. Alla lettera S del libro dei nomi era venuto fuori SUSY, e dall’acronimo alle estremità si è deciso di studiare la Super Symmetry, un matrimonio alla cieca visto che la sposa non si è mai mostrata, ma chisseneimporta, tanto Popper è gia sepolto e la scienza non procede più per falsificazioni, ma per mistificazioni. Anche un tempo le teorie fantasiose o semplicemente sbagliate non mancavano, non è diverso oggi da ieri. Ma mentre per fortuna Tolomeo, Lombroso e soci sono stati superati e annichiliti da teorie alternative grazie al confronto con l’esperienza, qui si stenta a superare l’impasse con il nuovo metodo fantascientifico.
Vedete quindi che per le materie scientifiche non è tanto meglio che per quelle umanistiche. La “nuova alleanza” decantata da Prigogine passa anche attraverso le brutture metodologiche. Nel caso poi delle materie umane è fin troppo facile polemizzare guardando alla trasmuatzione scientista dei nomi delle nostre Facoltà: Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione, Scienze Psicologiche. Scienze e Tecnologie per la Moda. Manca solo Scienze dell’Arte, Musica e Spettacolo. Ma perché questi signori ci tengono tanto a chiamarsi scienziati? Per carità lo sono, nel senso che nel loro settore sono esperti, sciunt. Ma allora si svaluta la parola e qualcuno che segue il metodo scientifico, che non manca neanche tra gli umanisti, dovrà inventarsi nuovi epiteti per definirsi, metodologisti, analisti (mai!), boh! Un po’ come con le parolacce, usandole troppo perdono il loro valore. Vernacola volant!
È sul rapporto con il potere che Karl ci ha trasmesso tante cose utili sull’indipendenza della scienza dalla politica. Ma che dire dell’indipendenza della politica dalla scienza, is that good? È davvero bene che i legislatori decidano su questioni cruciali in base al parere di organi anch’essi politici, se non ad una propria credenza personale, piuttosto che confrontando tesi diverse su un piano scientifico? Una volta almeno c’erano le scuole di partito, per quanto ideologiche formavano i nostri governanti con un carico consistente di conoscenza tecnica delle questioni sul tavolo. Ora i politici hanno sciolto questi inutili legacci e possono permettersi di legiferare senza il necessario uso della ragione, e di legiferare anche su questioni prettamente scientifiche o con pesanti impatti naturali come OGM, Global Warming, Energia Nucleare, Alta Velocità, missioni spaziali, allunaggi mediatici, lunatismi scientisti e relativi finanziamenti alla ricerca.
D’altra parte chi controlla i controllori? Se sono i controllati stessi tramite peer-review, è facile immaginarsi che qua e là avvengano dei cortocircuiti, e se il sistema non è sufficientemente complesso da andare in omeostasi può succedere che la famosa farfalla sbattendo le ali provochi la fama dell’uno e l’infamia dell’altro. L’ossigeno dei finanziamenti alla ricerca provvederà ad aumentare l’incendio. Vedetela come una profezia: tra dieci anni si potrebbe parlare di stringhe come di frenologia e di fusione fredda come di evoluzione, ammesso che questa regga ancora a lungo. Ma non certo in virtù del ritrovato metodo scientifico, è solo questione di mode.
Siamo dunque alle nostre conferenze, di cui sotto il programma. Sette interventi per confrontare le conoscenze umane con le conoscenze naturali e per interrogarsi sulle proprie metodologie di ricerca e sul senso del metodo scientifico oggi. Un piccolo passo per l’uomo che salirà sul palco, un passo indietro per l’umanità in fronte, indietro nel tempo, avanti tutta!
Il nuovo numero di Uscita di Sicurezza. Ha fatto scalpore la copertina un po’ minimalista.
uscita di sicurezza - bianco e nero (ca. 2 Mb)

Finalmente impaginato il giornale dell’associazione. Dal blog dell’ASU:
Siamo tornati. Dopo un anno di silenzio, un nuovo numero di Uscita di Sicurezza, il giornale dell’ASU, è pronto e sarà reperibile in forma cartacea a partire dai prossimi giorni. Intanto beccatevi il file .pdf. I temi trattati su questo numero sono: spazi studenteschi (la nostra vicenda, il comune e la gestione degli spritz, le difficoltà dell’aula studio pollaio), analisi della finanziaria, perchè il comitato pari opportunità è fermo, c’è l’immancabile spazio culturale e musicale, con un nuovo progetto in collaborazione con giovani artisti padovani, e le rubriche con le nostre iniziative.
uscita di sicurezza - bianco e nero (ca. 1,5 Mb)
uscita di sicurezza - colori (ca. 3 Mb)

Tesi. Un paio di anni fa i rappresentanti degli studenti di Scienze, consci dei ritmi lenti e dei mal di pancia che affliggono l’amministrazione universitaria in tempi di vacche magre, misero le mani avanti proponendo che il giorno in cui le aulette adiacenti al Pollaio e Acquario (P&A) fossero dismesse dal Dipartimento di Fisica, queste andassero ad ampliare gli spazi autogestiti per lo studio. Il progetto (progetto.pdf)* presentava dei punti forza cardine: 1) l’innegabile importanza che ha uno spazio libero e aperto, e anche piacevole, per lo studio e la socialità 2) serviva, e serve tutt’ora, una compensazione per posti studio decurtati qua e là in giro per l’ateneo, problema non ovviato dai progetti del prorettore all’edilizia prof. Fellin, ahinoi molti dei quali ancora desolatamente sulla carta, oppure bloccati sul nascere dalla lungimiranza del rettore 3) entro una delle aulette sarebbe stata collocata la biblioteca studenti di fisica, e ampliata con libri di testo di altri corsi scientifici, a disposizione per prestiti prolungati al fine di alleggerire le spese degli studenti, e per l’acquisto dei quali i fondi erano già stati individuati preventivamente 4) gli spazi condividono la toilette. La bontà del progetto entusiasmò il Consiglio di Presidenza che approvò unanimemente (marzo 2005, cdp.pdf)*.
(more…)
Da venerdi l’asu è formalmente sulla strada. Oggi ci siamo portati avanti e abbiamo portato fuori le prime cose. Un tavolino, le seggiole, il pianoforte. Già che c’eravamo abbiamo approfittato dell’occasione per allietare i passanti con un’esecuzione forse poco impeccabile ma sicuramente apprezzata delle Variazioni Goldberg di Bach. Già che c’eravamo abbiamo anche allestito un banchetto per le firme della nostra importantissima petizione che ha superato le 600 firme e si avvia verso quota 1000. Intanto la richiesta di uno spazio è stata ufficialmente ribadita al comune di Padova. Chiunque avesse un tetto sotto cui sistemare vent’anni di materiali, in attesa che noi si trovi una sede alternativa e apprezzata, si faccia sentire…
Attivato il blog dell’asu, per discutere la spinosa faccenda dello sfratto dell’associazione studentesca padovana dalla sua sede storica in via Santa Sofia.
L’Associazione Studenti Universitari è stata sfrattata.
A dieci giorni dalla scadenza del contratto, i locatori della sede in via Santa Sofia 5, vale a dire il partito dei cosidetti ‘’Democratici'’ di ‘’Sinistra'’, federazione Enrico Berlinguer, e tutti i suoi iscritti di comune accordo con un proditorio colpo di mano hanno stracciato l’accordo verbale raggiunto a fatica dopo una lunga contrattazione, accordo che con un aiuto economico della CGIL di Padova ci avrebbe consentito di rimanere nella attuale sede con un affitto quadruplicato.
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