Fatih Akin - Ai confini del paradiso
1.5/4
Non ci siamo. Dopo aver fatto un quasi-capolavoro (La Sposa Turca), Fatih Akin prova a rifarlo uguale ma non gli viene. Identico il tema del ritorno alla terra madre Turchia, ma meno viscerale. Manca la tensione emotiva e anche la sincerità, troppe scene sono pretestuose, campate in aria (l’omicidio di Yeter, la vicenda della pistola, l’omicidio della ragazza tedesca), e questa precisa scelta di non far intrecciare i destini dei protagonisti (entro i limiti del film) non ha lo stesso senso che ne La Sposa Turca. Là, le vite dei due erano intrecciate da un rapporto reale a distanza che non sublimava, ma per tutto il film era desiderato (dallo spettatore), qui invece sono due storie scollegate fin dall’inizio; a parte gli inutili punti di contatto, potrebbe essere benissimo un film ad episodi giustapposti. E poi, questi silenzi "carichi di significato" senza significato hanno stufato.
