Polenta e osèi
Ricetta bergamasca. Le quaglie hanno un sapore forte (da morte crude puzzano parecchio), e il loro sugo si stempera bene nella polenta morbida. Questa è una ricetta che fa una certa impressione a tavola ma costa poco, sia in termini di denaro che di impegno. La polenta si può fare istantanea, o avendo più pazienza con la farina di mais (magari biologica). La formazione di grumi è una questione annosa che io ho dirimuto* usando il frullatore ad immersione. Le interiora delle quaglie si devono sostituire con erbette (salvia e rosmarino) per igienizzare (sconsigliato il dentifricio). Eventualmente steccare con della pancetta arrotolata. Rosolare in burro ed olio, poi lasciar evaporare un bicchiere di vino bianco ed aggiungere un po’ di brodo, abbassare il fuoco e cuocere per un’oretta. Non invitare a cena persone che non amano sporcarsi le mani.
* Colgo l’occasione per dirimere una questione: scopro qui che dirimere è un verbo difettivo, che manca del participio passato. Quale migliore occasione per assegnargliene uno.

famosa dalle mie parti è la versione povera: puenta e osei scampai, semplicemente puenta e basta; nota anche come puenta e poaltro vede diverse versioni come la puenta e renga, descritta magnificamente (io poi mi esalto) su 900 di berotlucci
Comment by Simone — January 20, 2009 @ 12:04 am
hai notato come ti ho crocifisso la quaglia? ha un che di pornografico. il massimo della blasfemia nel più popolare dei piatti, l’amore sacro e l’amor profano.
Comment by Administrator — January 20, 2009 @ 1:28 am
beh, lussuria e gola vanno sempre a braccetto e sono convinto che non siano più da attribuire ad atteggiamente negativi (di base deve restare la consensualità ovviamente), la gola come ricerca del piacere edonistico e pretesto della convivialità (non ostentazione di ricchezza) e lussuria come coronamento del massimo piacere carnale che non ha confini di genere.
L’amore e gli alt(r)i sentimenti alla chiesa.
Comment by Simone — January 20, 2009 @ 2:45 pm
brevi note:
a) formazione di grumi polenta/frullatore a immersione AAAAAAAAAAAAAAAHHHH! la polenta non fa grumi se la versi a pioggia, dolcemente. e mescolando.
b) dirimuto: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
POTUTO DIRIMERE FACEVA BRUTTO? (nb.no, non ci piace dirimuto. siamo dirisordi a questa proposta…)
c) ricetta valida, non mi sono mai cimentato con le quaglie e ci proverò.
d) ottima la cura nella presentazione
Comment by scripta — January 21, 2009 @ 1:31 pm
Si è vero ma se non hai pazienza o sei già ubriaco consiglio il frullatore a immersione. Io non sono un cultore della tradizione ad ogni costo, se c’è un modo per fare la stessa cosa più facilmente sono contento. Per esempio cuocio la zucca per i tortelli al microonde. L’importante è che il risultato sia lo stesso (o migliore). Accetto la critica solo se si può scientificamente* dimostrare che usare il frullatore altera le proprietà organolettiche della polenta.
* ovviamente secondo il metodo delle scienze culinarie, che è assai diverso da quello delle scienze naturali
Comment by Administrator — January 21, 2009 @ 2:16 pm
per la zucca, cosa vuoi, la consistenza desiderata non dipende per forza dal mezzo (sia forno, padella, microonde o vapore), e non sono così manicheo sul punto: insomma come ti piace, ti piace e accetto la tua visione delle cose.
non sono convinto invece della cosa del frullatore. se serve a rimediare danni già fatti, vabbè può passare. se deliberato, no: la differenza di tempo non è tale da giustificare l’intervento dello stesso (e per inciso non sono convinto che si faccia prima dal momento che il tempo che “risparmi” nel buttare la farina tutta insieme lo perdi a) frullando b) lavando il frullatore). opinione mia, eh.
Comment by scripta — January 21, 2009 @ 2:49 pm