Arnaud Desplechen - Racconto di Natale
2.5/4
Trama in parte simile a Le Invasioni Barbariche, film infinitamente più bello: una famiglia di intellettuali si raduna attorno alla matrona malata e vengono al pettine tutti i contrasti e le turbe. Sceneggiatura ben orchestrata, senza concessioni a colpi di scena o spettacolarizzazioni, con una venatura di tensione mai risolta. Punto debole proprio la regia: la sequenza iniziale con il teatrino delle ombre lasciava ben sperare in una cosa alla Gondry, con scene surreali. Invece le scelte registiche rimangono piuttosto convenzionali, a parte alcune inutili inquarature offuscate e alcuni discorsi diretti dei personaggi alla telecamera, troppo sporadici e riempitivi (servono per chiarire la storia, a parte la lettura della lettera di Henry alla sorella) per poterli definire una scelta registica azzeccata. Belli gli interni volutamente sovraccarichi a rendere il tutto più precario e complesso. Inoltre alcuni dettagli che fanno la differenza rispetto al perfezionismo dei grandi registi: il vecchio finge di suonare la chitarra (eddai, non è possibile, cosa ci vuole a imparare due accordi?), la matematica alla lavagna assolutamente pretestuosa.

non sapevo che l’avessi visto. confesso che non ho capito come cazzo faceva il tipo a scrivere integrali… e che sicuramente come dici tu la scena era pretestuosa.
io non sarei così duro con la regia.
lungo, però, troppo.
Comment by scripta — January 12, 2009 @ 10:07 am