Ken Loach - Il vento che accarezza l’erba
2.5/4
Non sono un fan di Loach, del suo minimalismo espressivo e dell’iperrealismo - pur condividendo la tesi di fondo trovo il suo approccio un po’ troppo borsone. Ricordate i suoi 11 minuti nella raccolta di corti per l’11 settembre? Bella la scelta di evocare l’11 settembre Cileno, ma avrei preferito una provocazione meno pedante. Fatto sta che i film sono spesso fatti bene e le sceneggiature ben articolate, con il giusto contrappeso di ricerca storica, moralismo, politica, per cui il voto si assesta di default sulla sufficienza piena.
L’operazione probabilmente risulta molto più provocatoria per un pubblico inglese, poco a conoscenza della storia antica della questione irlandese. Io avevo avuto un infarinatura su O’Connor, Sinn Fein e la nascita dell’IRA come movimento di resistenza per cui non ne sono uscito sconvolto. Ciò che più mi ha interessato è il parallelismo con la resistenza italiana, con episodi analoghi di guerra e guerriglia, anche se meno violenti: le imboscate, le rappresaglie, le esecuzioni, irlandesi che uccidono irlandesi, i processi sommari, la divisione tra cattolici e comunisti, la debolezza del nuovo ordine (fantastica la scena del processo), la lotta tradita da un patto al ribasso mentre riecheggiano le parole di O’Connor (se scaccerete gli inglesi e non farete una repubblica socialista avrete lottato per nulla); la continuazione dell’IRA e la sua evoluzione da movimento di resistenza a falange rivoluzionaria. In questo si ritrova un parallelismo con la filiazione delle BR emiliane dalla resistenza, tesi di un altro docu-film storico visto di recente.
In ogni film di Loach visto finora c’è un personaggio più anziano e saggio, ma defilato, con idee spintamente comuniste più o meno vetero, che credo insieme formino il suo personale autoritratto.
