Andrew Stanton - Wall-E
4/4
Non vedo molti cartoni animati, e non ero aggiornato sulla qualità incredibile cui sono arrivati. Per questo sono rimasto a bocca aperta. La prima metà di questo film è un autentico capolavoro visionario di immagini dalla veridicità sconcertante. Per tutta la prima metà del film non si parla mai, per il resto del film poco. Il protagonista, il robottino Wall-E che comprime spazzatra come fosse sul water, è in grado di dire solo un nome, quello del robot di cui si è innamorato, un bellissimo androide dal nome Eve (non a caso); ma è molto comunicativo. Gli scenari apocalittici che vengono rappresentati sono meravigliosi, così come la collezione di oggetti umani di nessun valore che il robot accumula: un robot innamorato dell’umanità che non ha mai incontrato. La seconda metà del film prende una piega più tradizionale, con buoni, cattivi, aiutanti dei buoni, buoni sentimenti, lieto fine, trama favolesca. Ma e immagini e le trovate intelligienti bastano. La sigla finale ripercorre la storia dell’uomo che ricomincia da capo, con disegni in stile (pitture rupestri, egiziane etc. fino all’impressionismo e Van Gogh). La miriade di dettagli studiatissime che bazzicano per il film lo renderebbero degno di esser visto più volte per poter cogliere le raffinatezze. Qualche esempio: quando Wall-E si apre fa il rumomre di apertura del Mac. Ascolta musica su un Ipod squalcito. E questi non sono i soli riferimenti al Mac: Eva è pure troppo un oggetto "mac", bianco, levigato, elegante, efficiente.
Le citazioni di Odissera nello Spazio si sprecano, dall’uomo che si mette in piedi ad Hal, le astronavi bianche che fluttuano nello spazio, e anche molti elementi della trama: quando rischiano di essere sparati fuori dalla nave e l’atmosfera si ripristina solo quando il portellone si chiude (qui l’audio c’è, a differenza che nel film, una raffinatezza notevole da parte di Kubrick. Un altro piccolo dettaglio fisico: nella base di Kubrick la gravità è determinata dalla rotazione della nave, in questo film , correttamente, non c’è gravità e le persone sono ancorate alle sedie: ma l’acqua della piscina e cibi vari come stanno? e soprattutto, quando l’astronave si piega, perchè la gente ruzzola giù?). Ma soprattutto la lotta contro il computer, che come nel film agisce non per cattiveria e volontà propri, ma per istruzioni superiori. Invece, a differenza del film, qui i computer hanno acquisito una coscienza propria scoprendo l’amore: la lenta trasformazione di Eve, che si concretizza quando lei rinuncia alla sua "direttiva" per stare con Wall-E; e, alla fine, la memoria cancellata di Wall-E, che torna momentaneamente a fare il suo lavoro di spazzino.

mi vedo costretto a correggerti. quando riparte wall-e il rumore è quello di windows, quando riparte eve il rumore è quello del mac. non so hai notato il leggero messaggio subliminale…
Comment by scripta — November 5, 2008 @ 11:31 am