Rolf de Heer - Bad boy bubby
3.5/4
Sono abbondante di voto. Il film più alternativo che mi sia capitato di vedere recentemente, veramente stravagante per trama, regia, fotografia. La prima parte, della segregazione, è visivamente splendida e trementamente sordida, grottesca e realistica. Bubby è prigioniero dell’aria, che non può respirare fuori dalle mura di casa - e questa metafora dell’affogamento rimane per tutto il film, quando lui si trasforma nel killer del cellophane, quando gli viene spiegato che tutte le religioni sono un annegamento di uomini e idee (la parte più debole del film) e in altre occasioni. Il viaggio fuori di casa è un carosello di colori e luci, di avventure e disavventure surreali tutte però venate da una corrente positiva, costellate da persone buone e gentili che lo aiutano, lo sfruttano e lo scaricano - una strana commistione di buono e malvagio che esplode in maniera divertente nella sua doppia vita di amorevole comunicatore con spastici di giorno e di rock star malefica alla sera. Il gatto stecchito che si porta appresso è cattivo, ma mi ha fatto spanciare.
