David Lynch - Cuore selvaggio
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Bertolucci presidente lo volle ostinatamente vincitore della palma d’oro, contro il parere del resto della giuria. Deve aver preso un abbaglio, e così la critica italiana dell’epoca, che generalmente lo ha incensito con toni entusiastici (pur di non sembrare vecchi bacucchi). Credo che a distanza di qualche anno, e dopo che film ben più visionari e violenti, anche dello stesso regista, lo hanno surclassato, la pochezza e volgarità di questa operazione sia evidente. Certo, era già tanto che qualcuno all’epoca avesse il coraggio di permettersi una simile presa in giro dei cliché della televisione, e dello spettatore. Ma non bisogna premiare gli intenti; a parte alcue scene isolate (gli incidenti, la rapina, il capo-killer ed il suo bestiario lynchano, la madre) il film è insopportabile. Tolte alcune delle (ridicole) scene visionarie (l’omaggio al mago di Oz), il film è indistinguibile da quei lungometraggi di serie Z che passano nella programmazione pomeridiana o serale di televisioni di quelle che fanno solo televendite, porno, cartoni tipo Ken e Sampei (ai miei tempi, Italia 7, Telemontecarlo, TeleArena etc.). Se tu non sapessi che è di Lynch, ed incontrassi questo film su una di queste reti, non ti verrebbe in mente che è l’opera geniale di un regista tormentato ed una presa in giro delle soap, ma che è un film-soap stupidaggine con i peggiori ingredienti, pallida imitazione di, come si chiama quel regista di Velluto Blu, ah si, di David Lynch. Insomma, anche una presa in giro si può far bene. La mia "rule of thumb" sui film dice: per quanto un film sia un capolavoro, se a metà film ti contorci nella sedia e te ne vuoi andare, allora forse non è sto gran capolavoro. L’altra dice: è troppo facile rivalutare a distanza di tempo (già adesso penso meglio di questo film di quando l’ho visto). Ma come ho detto all’inizio, in queste recensioni recensisco la qualità del tempo che ho trascorso a vedere il film, e non il film.
