Live @ Forte Marghera
Il duo elettro-acustico è tornato ad esibirsi, dopo l’appuntamento al Mondayscreen, per la prima volta fuori Padova, a Forte Marghera. Un posto fantastico, vasto parco con strutture industriali in mattoni grezzi, una via centrale da far west, su cui si affacciano alcuni casolari ed in un grande spazio coperto ma aperto il saloon, con interessante arredo di tavoli tutti diversi. Ovunque pieno di gatti all’ingrasso. Sonorizzazione di Che Ospitalità di Buaster Keaton, già musicato con successo a Padova. Inserito in un ciclo di tre concerti dal nome PERFORMA, che comprendeva anche esibizioni di danza contemporanea in giro per il parco, jam session (non s’è vista) e altro. Bello il posto, bella la gente, buona (non eccelsa) l’esibizione. Ma che ospitalità! Pessima organizzazione, quasi fastidiosa: nessuna accoglienza, programma che slitta di due ore e mezza, pochissima gente (praticamente solo gli organizzatori, stanchi e con la fregola di chiuder bottega o di poter mostrare le proprie cose); siamo rimasti ad aspettare con una fame da lupi scarsamente sedata a nostre spese con un orrendo tramezzino e due spritz deleteri che almeno sono serviti a tenere a bada la fredda umidità, in attesa che qualcuno venisse a dirci che cosa succedeva. A fine film, pochissimo entusiasmo e forse anche interesse per un lavoro di improvvisazione che, anche se non eccessivamente studiato, comunque contiene, a mio avviso, ottimi spunti musicali. Mi rimarrà nel cuore l’invito ad iniziare, senza il pubblico, che forse sarebbe arrivato per vedere un film in cui le sequenze iniziali sono fondamentali. Sia chiaro, non ce ne frega niente: suoniamo anche per una sola persona, anche in ritardo, le cose possono essere fatte alla cazzo, ma c’è sempre una linea di cortesia da non valicare. E francamente mi vien da pormi domande sul senso dell’esistenza di questo sottobosco culturale fintamente alternativo e cazzone, elitista autoreferenziale e mal sovvenzionato, ma sovvenzionato - ma poi torno nei ranghi: sono dei loro.
