Ear training
Primo esame al Conservatorio della carriera di musicista jazz (haha), scroccato di rendita. Mentre la mia tesi si consegnava nelle mani dei burocrati l’orecchio preciso captava ogni singola nota di un semplice dettato musicale in RE, otto battute di una banalità sconcertante che hanno provocato il panico tra gli esaminandi. Nel pomeriggio la voce dava sfoggio di sé nell’esecuzione di un altrettanto semplice melodia in SI minore, scala armonica, mentre il mio ego dissentiva animatamente sul concetto di formazione e su cosa sia l’università in più e in meno di una scuola superiore con un accompagnatore, in evidente apprensione per l’esito dell’esame dell’accompagnata.
Comunque non mi conviene sbruffonare visto che quando poi si tratta di suonare mi danno tutti la paga, e di mondi peraltro.
