October 31, 2008

Andrew Stanton - Wall-E

Filed under: visioni

4/4

Non vedo molti cartoni animati, e non ero aggiornato sulla qualità incredibile cui sono arrivati. Per questo sono rimasto a bocca aperta. La prima metà di questo film è un autentico capolavoro visionario di immagini dalla veridicità sconcertante. Per tutta la prima metà del film non si parla mai, per il resto del film poco. Il protagonista, il robottino Wall-E che comprime spazzatra come fosse sul water, è in grado di dire solo un nome, quello del robot di cui si è innamorato, un bellissimo androide dal nome Eve (non a caso); ma è molto comunicativo. Gli scenari apocalittici che vengono rappresentati sono meravigliosi, così come la collezione di oggetti umani di nessun valore che il robot accumula: un robot innamorato dell’umanità che non ha mai incontrato. La seconda metà del film prende una piega più tradizionale, con buoni, cattivi, aiutanti dei buoni, buoni sentimenti, lieto fine, trama favolesca. Ma e immagini e le trovate intelligienti bastano. La sigla finale ripercorre la storia dell’uomo che ricomincia da capo, con disegni in stile (pitture rupestri, egiziane etc. fino all’impressionismo e Van Gogh). La miriade di dettagli studiatissime che bazzicano per il film lo renderebbero degno di esser visto più volte per poter cogliere le raffinatezze. Qualche esempio: quando Wall-E si apre fa il rumomre di apertura del Mac. Ascolta musica su un Ipod squalcito. E questi non sono i soli riferimenti al Mac: Eva è pure troppo un oggetto "mac", bianco, levigato, elegante, efficiente.

Le citazioni di Odissera nello Spazio si sprecano, dall’uomo che si mette in piedi ad Hal, le astronavi bianche che fluttuano nello spazio, e anche molti elementi della trama: quando rischiano di essere sparati fuori dalla nave e l’atmosfera si ripristina solo quando il portellone si chiude (qui l’audio c’è, a differenza che nel film, una raffinatezza notevole da parte di Kubrick. Un altro piccolo dettaglio fisico: nella base di Kubrick la gravità è determinata dalla rotazione della nave, in questo film , correttamente, non c’è gravità e le persone sono ancorate alle sedie: ma l’acqua della piscina e cibi vari come stanno? e soprattutto, quando l’astronave si piega, perchè la gente ruzzola giù?). Ma soprattutto la lotta contro il computer, che come nel film agisce non per cattiveria e volontà propri, ma per istruzioni superiori. Invece, a differenza del film, qui i computer hanno acquisito una coscienza propria scoprendo l’amore: la lenta trasformazione di Eve, che si concretizza quando lei rinuncia alla sua "direttiva" per stare con Wall-E; e, alla fine, la memoria cancellata di Wall-E, che torna momentaneamente a fare il suo lavoro di spazzino.

October 22, 2008

Rolf de Heer - Bad boy bubby

Filed under: visioni

3.5/4

Sono abbondante di voto. Il film più alternativo che mi sia capitato di vedere recentemente, veramente stravagante per trama, regia, fotografia. La prima parte, della segregazione, è visivamente splendida e trementamente sordida, grottesca e realistica. Bubby è prigioniero dell’aria, che non può respirare fuori dalle mura di casa - e questa metafora dell’affogamento rimane per tutto il film, quando lui si trasforma nel killer del cellophane, quando gli viene spiegato che tutte le religioni sono un annegamento di uomini e idee (la parte più debole del film) e in altre occasioni. Il viaggio fuori di casa è un carosello di colori e luci, di avventure e disavventure surreali tutte però venate da una corrente positiva, costellate da persone buone e gentili che lo aiutano, lo sfruttano e lo scaricano - una strana commistione di buono e malvagio che esplode in maniera divertente nella sua doppia vita di amorevole comunicatore con spastici di giorno e di rock star malefica alla sera. Il gatto stecchito che si porta appresso è cattivo, ma mi ha fatto spanciare.

October 20, 2008

Simmetrie e conservazioni

Filed under: fisica

Un tema classico degli esami di dottorato. Ci si aspettava anche qualche esercizio, ma per fortuna è stato solo tema. Della busta scelta era il titolo più appetibile per un teorico tra quattro: esperimento e teoria di una prova delle caratteristiche quantistiche della materia; simmetria-conservazioni; statistiche quantiche ed applicazioni; correlazione a diversi ordini di grandezza. La gente sembrava abbastanza sconvolta, e alla lettura del contenuto delle altre due buste ho notato cenni di disappunto perchè una conteneva il tema che tutti hanno preparato: radiazione e materia.

Comunque, salvo clamorose sviste, lo svolgimento dovrebbe essere decente, anche se è stato faticoso staccare i pensieri dalla laurea per buttarsi nel tema - continuavo a pensare ai teoremi di fluttuazione. Si parte con una panoramica sulle simmetrie dello spazio-tempo in fisica classica (con due esempi dell’applicazione del teorema di Noether), e in relatività ristretta (con un errore dovuto a stanchezza: al boost corrisponde la conservazione della velocità del momento di massa, o l’equivalente esistenza di un sistema di riferimento inerziale in cui al posizione del centro di massa è fisso). Cenno alla simmetria per diffeomorfismi in RG, con conservazione del tensore energia-impulso. Poi si passa alla corrispondenza tra leggi della dinamica e simmetria traslazionale temporale in meccanica quantistica, e forse in maniera un po’ confusa all’identificazione dell’hamiltoniano come generatore della traslazione temporale, con sua conseguente conservazione. Cenno alla struttura proiettiva della MQ per collegarsi alle fasi non fisiche e alle simmetrie di gauge, dove si nota che ad una simmetria oscura sul piano fisico (non locale) discende una conservazione reale, quella delle cariche. Cenno alle altre simmetrie quantistiche, globali e continue, e chiusura con un cenno alle anomalie, con esempio recente tratto da quello che ricordo sui lavori di Wilczek sull’anomalia gravitazionale e radiazione di buco nero.

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Come non detto, la valutazione è bassa. Sicuramente un paio di errori ci sono, e anche poca lucidità espositiva. Forse fuori tema, senza riferimenti sufficienti a prove sperimentali.

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Ho ricostruito il tema arricchendolo e correggendo un paio di errori e di imprecisioni [qui]. A domani.

October 18, 2008

L’aurea magistrale

Filed under: fisica

 

Quando dopo soli tre minuti il presidente di commissione mi ha fatto notare che il grafico qui sopra è chiaramente sbagliato (la curva adiabatica dovrebbe avere maggior pendenza dell’isoterma, perchè l’espansione adiabatica di un gas lo raffredda, ovviamente) ho momentaneamente tracollato. Ho immaginato la gioia celata dal suo ghigno sporgente, occhi socchiusi dietro spessi occhiali, la bocca un taglio orizzontale, che ricordiamo dal primo giorno di lezione, quando veniva a insegnarci fisica 1 e 2. Il laureando in fisica teorica, che sboroneggia di integrali sui cammini, funzionali e funzioni generatrici, cade come una pera su un banale grafico p-V di gas ideale, roba da termodinamica del primo anno. Un errore da poco, dovuto alla fretta con cui avevo riparato ad un impostazione troppo teorica della presentazione [in una precedente versione, qui] rimodulando il tutto e aggiungendo all’ultimo secondo un esempio pratico [versione definitiva qui]. Comunque, raccolte le idee in due secondi mi sono ripreso e il resto dell’esposizione è filata via in maniera pulita. Un’ultima domanda, di stampo sperimentale, sulla possibilità che le scale nanoscopiche possano essere adeguate per la sperimentazione dei teoremi di fluttuazione; ho risposto nella maniera più sperimentale possibile, senza far notare che non conosco le dimensioni temporali dell’unico esperimento che discutevo nelle mie diapositive.

E’ andata, ora ho l’aurea, quella che circonda San Precario per intenderci.

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October 12, 2008

Zucchine gratinate all’acciugata

Filed under: cucina

 

Tagliare a metà le zucchine e ricavarne delle barchette scavando via la polpa, che va’ triturata fine fine ed aggiunta ad altrettanto pan grattato di grana grossa e all’acciugata, un trito di acciughe capperi aglio e prezzemolo, con pizzico di sale. Riempire le zucchine e gratinarle al forno per venti minuti a 180 gradi.

 

Già che il forno è acceso, tanto vale infornare un po’ di patate e delle fantastiche ali di pollo, che potete trovare dal macellaio a prezzo convenientissimo (1-2 euro al kilo).

October 11, 2008

David Lynch - Cuore selvaggio

Filed under: visioni

1/4

Bertolucci presidente lo volle ostinatamente vincitore della palma d’oro, contro il parere del resto della giuria. Deve aver preso un abbaglio, e così la critica italiana dell’epoca, che generalmente lo ha incensito con toni entusiastici (pur di non sembrare vecchi bacucchi). Credo che a distanza di qualche anno, e dopo che film ben più visionari e violenti, anche dello stesso regista, lo hanno surclassato, la pochezza e volgarità di questa operazione sia evidente. Certo, era già tanto che qualcuno all’epoca avesse il coraggio di permettersi una simile presa in giro dei cliché della televisione, e dello spettatore. Ma non bisogna premiare gli intenti; a parte alcue scene isolate (gli incidenti, la rapina, il capo-killer ed il suo bestiario lynchano, la madre) il film è insopportabile. Tolte alcune delle (ridicole) scene visionarie (l’omaggio al mago di Oz), il film è indistinguibile da quei lungometraggi di serie Z che passano nella programmazione pomeridiana o serale di televisioni di quelle che fanno solo televendite, porno, cartoni tipo Ken e Sampei (ai miei tempi, Italia 7, Telemontecarlo, TeleArena etc.). Se tu non sapessi che è di Lynch, ed incontrassi questo film su una di queste reti, non ti verrebbe in mente che è l’opera geniale di un regista tormentato ed una presa in giro delle soap, ma che è un film-soap stupidaggine con i peggiori ingredienti, pallida imitazione di, come si chiama quel regista di Velluto Blu, ah si, di David Lynch. Insomma, anche una presa in giro si può far bene. La mia "rule of thumb" sui film dice: per quanto un film sia un capolavoro, se a metà film ti contorci nella sedia e te ne vuoi andare, allora forse non è sto gran capolavoro. L’altra dice: è troppo facile rivalutare a distanza di tempo (già adesso penso meglio di questo film di quando l’ho visto). Ma come ho detto all’inizio, in queste recensioni recensisco la qualità del tempo che ho trascorso a vedere il film, e non il film.

October 8, 2008

Michelangelo Antonioni - Zabriskie point

Filed under: visioni

2.5/4

Visto che ci ha lasciato, era ora di capire chi era. Parto forse dal film più ammiccante per un giovane rivoluzionario di prima linea. Che dire. Il film è molto naive. Non mi dispiace affatto il messaggio ribellista conservatore, questa esaltazione del gesto sconsiderato, libero, violento e irrazionale di un giovane che si sente diverso dai "compagni" irreggimentati. Ma il riferimento alle proteste (v. citazione del libretto rosso) è veramente riduttivo e banalizzante, e in generale tutta la riunione politica. Unico momento buono quando il protagonista se ne va pronunciando la frase "Io sono disposto a morire. Ma non di noia." Quanto al resto del film, non mi è piaciuta affatto una delle scene storiche di questo film, le coppie di amanti che si rotolano nel gesso a Zabriskie Point, e neanche l’assolo-culto del chitarrista dei Greatful Dead che l’accompagna. Lei non è capace di recitare, e non è un bel personaggio. Il film è vecchiotto e lento per i nostri canoni. Dopo la quarta volta che l’aereo plana sull’auto ci si rompe le balle. I minuti finali sono stupendi, e salvano tutto. E’ un cortometraggio nel film, un esercizio di stile registicamente stupendo; e la musica dei Pink Floyd è perfetta.

October 4, 2008

Tomate

Filed under: bloggin

Nuovo ennesimo blog d’opinione, complementare a questo. Qui.

October 3, 2008

Live @ Forte Marghera

Filed under: musica

Il duo elettro-acustico è tornato ad esibirsi, dopo l’appuntamento al Mondayscreen, per la prima volta fuori Padova, a Forte Marghera. Un posto fantastico, vasto parco con strutture industriali in mattoni grezzi, una via centrale da far west, su cui si affacciano alcuni casolari ed in un grande spazio coperto ma aperto il saloon, con interessante arredo di tavoli tutti diversi. Ovunque pieno di gatti all’ingrasso. Sonorizzazione di Che Ospitalità di Buaster Keaton, già musicato con successo a Padova. Inserito in un ciclo di tre concerti dal nome PERFORMA, che comprendeva anche esibizioni di danza contemporanea in giro per il parco, jam session (non s’è vista) e altro. Bello il posto, bella la gente, buona (non eccelsa) l’esibizione. Ma che ospitalità! Pessima organizzazione, quasi fastidiosa: nessuna accoglienza, programma che slitta di due ore e mezza, pochissima gente (praticamente solo gli organizzatori, stanchi e con la fregola di chiuder bottega o di poter mostrare le proprie cose); siamo rimasti ad aspettare con una fame da lupi scarsamente sedata a nostre spese con un orrendo tramezzino e due spritz deleteri che almeno sono serviti a tenere a bada la fredda umidità, in attesa che qualcuno venisse a dirci che cosa succedeva. A fine film, pochissimo entusiasmo e forse anche interesse per un lavoro di improvvisazione che, anche se non eccessivamente studiato, comunque contiene, a mio avviso, ottimi spunti musicali. Mi rimarrà nel cuore l’invito ad iniziare, senza il pubblico, che forse sarebbe arrivato per vedere un film in cui le sequenze iniziali sono fondamentali. Sia chiaro, non ce ne frega niente: suoniamo anche per una sola persona, anche in ritardo, le cose possono essere fatte alla cazzo, ma c’è sempre una linea di cortesia da non valicare. E francamente mi vien da pormi domande sul senso dell’esistenza di questo sottobosco culturale fintamente alternativo e cazzone, elitista autoreferenziale e mal sovvenzionato, ma sovvenzionato - ma poi torno nei ranghi: sono dei loro.

 

October 1, 2008

Ear training

Filed under: musica

Primo esame al Conservatorio della carriera di musicista jazz (haha), scroccato di rendita. Mentre la mia tesi si consegnava nelle mani dei burocrati l’orecchio preciso captava ogni singola nota di un semplice dettato musicale in RE, otto battute di una banalità sconcertante che hanno provocato il panico tra gli esaminandi. Nel pomeriggio la voce dava sfoggio di sé nell’esecuzione di un altrettanto semplice melodia in SI minore, scala armonica, mentre il mio ego dissentiva animatamente sul concetto di formazione e su cosa sia l’università in più e in meno di una scuola superiore con un accompagnatore, in evidente apprensione per l’esito dell’esame dell’accompagnata.

Comunque non mi conviene sbruffonare visto che quando poi si tratta di suonare mi danno tutti la paga, e di mondi peraltro.

Stato dell’arte - ottobre

Filed under: varie

Poteva sembrare una sparata, ma ho parzialmente tenuto fede agli impegni. Ecco un capitolo e mezzo. Il piano generale c’è, nella mia testa. Manca solo l’elaborazione precisa di un nodo centrale per l’intreccio. A questo dovrò lavorare. Non mi do altre scadenze, può anche essere che tra qualche giorno cancelli quanto fatto in preda alla vergogna.

Joel ed Ethan Cohen - Crocevia della Morte

Filed under: visioni

3/4

Corruzione, gioco, politica, il boss italiano ("dov’è finita l’etica?") e quello ebreo, l’aguzzino e lo strozzino, sindaco e sceriffo in mano alle mafie, un Giusto sbabliato irlandese, whiskey a fiumi e sigarette tanto che a fine film mi sentivo stomacare alla sola idea. Per un intreccio intricatissimo, in cui tutti tradiscono tutti e che alla fine si dipana un filo logico nella limpida genialità del piano dell’irlandese. Purtroppo alcuni passaggi me li sono persi, e rimangono dei dubbi, ma seguendolo con un po’ di applicazione e con un foglio e la penna si dovrebbe riuscire a venirne a capo. La stella mancante è per questa insoddisfazione che mi ha lasciato il non aver capito tutto. Positivo: l’amore, tra il mercenario e il passionale. Scena migliore: la fuga dall’agguato del boss, a colpi di mitra.



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