Matteo Garrone - Gomorra

3/4
Da quando l’ho visto quasi non penso ad altro. Questo lo prendo come sintomo che mi è piaciuto. Anche se per un nonfilm così mi verrebbe voglia di sospendere il giudizio. Invece no, non bisogna cedere al ricatto morale e recensirlo come ogni altro film.
E’ vero come dicono molti che non emoziona. Non ho nessuna partecipazione nei confronti dei personaggi, che sono spacciati fin in partenza. Credo che sia una sua virtù; lo stile documentaristico è necessario per evitare appunto una drammatizzazione e caratterizzazione teatrale dei personaggi (a parte quello di Servillo, che in fondo è quello che stona di più nel complesso). Provate a pensare cosa ne sarebbe stato degli stessi personaggi e le stesse storie nelle mani di Marco Tullio Giordana o altri autorevoli registi italiani: un’altra fiction RAI, straziante strappalacrime pulita e ben impacchettata. Quelle vaccate pseudostoriche che da anni cercano di farsi strada a Cannes senza riuscirci con grande irritazione dei giornalisti nostri. Questo invece è un film all’altezza dell’Odio, per dirne uno, e anzi forse lo supera.
Dopodichè viene l’eterna discussione: non è che ci stiamo lasciando intortare dalle tematiche e dal tormentone Gomorreo? Ma sarebbe sbagliato? Non è che la storia del cinema è solo bei film indipendentemente dalle tematiche scelte, saremmo fessi a pensare che veramente western commedie e polpettoni sull’olocausto partano tutti dallo stesso piano. Fa parte del film anche l’aver scelto quella tematica e di averla raccontato in quel modo; l’aver rivoluzionato il Western con Il Mucchio Selvaggio, o l’esser stati i primi a fare un film personale su Hitler, o in questo caso l’aver raccontato la malavita in maniera molto più verosimile di quanto sia mai stato fatto, sono scelte che fanno parte dell’opera e che quindi vanno premiate o criticate contestualmente. Io credo che l’aver fatto un film così sulla Camorra oggi non sia ne’ opportunismo ne’ divismo, neanche particolarmente coraggioso; ma spero che apra ad un nuovo modo di raccontare l’Italia e la storia in televisione e al cinema.
Inoltre penso che questo film sia meglio visto da uno straniero. Provate a immaginare che reazione! Fortemente indicativa una delle prime scene in cui i ragazzi si minacciano per gioco imitango Scarface. Cortocircuito! Loro, che sono (più) veri, imitano un finto mito americano ed una violenza spettacolare che è l’imitazione di quella vera violenza, cruda e volgare, di cui fanno parte!
Ultimi commenti tecnici: in generale non amo i film ad episodi. Anche in questo caso avrei preferito che ci fosse anche se minimo maggior collegamento tra i vari fili narrativi. Molto bello il contrasto tra l’azzurro delle lampade abbronzanti nelle prime scene e il rosa shocking del titolo che compare immediatamente dopo.
