Gibbs vs. Boltzmann
Questo
è un sito di parte. Innanzitutto parteggio per classicthesis, l’elegantissimo pacchetto di latex che mi ha permesso di scrivere queste note. E poi parteggio per l’entropia di Gibbs, perchè dopotutto rimango filosofo dentro, e non posso che chiedermi che cosa ne sarà di questo stanco universo. Cerco di riassumere in poche parole. L’entropia dell’Universo aumenta. Vabbè. Ma quale entropia? Quella di Gibbs, che misura l’informazione totale e la tendenza di un sistema a raggiungere l’equilibrio statistico, no (se si conserva l’energia e supponiamo un universo deterministico). Quella di Boltzmann, che individua la freccia del tempo e caratterizza la degradazione dell’energia, si, ma solo se esiste un osservatore che la definisce. Paradosso? Lo stesso avviene in meccanica quantistica, che non è meno deterministica di quella classica in assenza di osservatori. La riduzione dello stato quantistico presuppone infatti che esista un’analoga riduzione dello stato classico da qualche parte nell’universo, un osservatore che misura. E la riduzione dello stato classico presuppone che esista qualcosa di quantistico da qualche parte nell’universo di intrinsecamente stocastico. E se non esistesse un tale dualismo? E se la "funzione d’onda dell’universo" non potesse collassare? E se l’informazione non potesse diminuire? E chissenefrega allora che la quantistica sia la quantistica o sia sottesa dalla fisica classica, tanto sono uguali, hanno gli stessi problemi. Certo, a livello intermedio Boltzmann spiega tutto, i sistemi si giustificano tra di loro, si spiegano tra di loro, si misurano tra di loro, si definiscono tra di loro. Tanto questa dannata freccia del tempo non c’è. Se qualcuno ti dice: "verso ovest
è dove va la discesa. Quella mulattiera sale o scende?" lo prendi per pazzo. Ma non è pazzo, e solo ragionevole. Mi viene una gran voglia di studiare di tutto, dalle teorie di decoerenza a GWZ a gravità quantistica…
A meno che noi, e dico noi esseri umani, siamo diversi, non apparteniamo a questo universo, e allora le cose si complicano… troppo per i miei gusti, non sono portato per la teologia delle stringhe.
