Sidney Lumet - Onora il padre e la madre
3/4
Film fantastico, cinico e freddo anche nella regia; chi cerca effetti speciali e colori qui non li troverà. Anche la gioielleria rapinata è una qualsiasi attività commerciale in zona commerciale. New York c’è, ma degli sfarzi cittadini si intravede soltanto nella nebbia il profilo del Chrisler Building e dell’Empire. C’è un’ottima intervista all’83enne Lumet sul Manifesto. Giustamente segnalata da più parti la reazione rabbiosa ma contenuta di Andy alla partenza della moglie. Il suo mondo interiore in frantumi, disordinato e appeso alla disperanza, esce con foga contenuta nel suo ambiente esterno, così preciso e ordinato. Andy cerca di devastare la sua casa ma lo fa gentilmente, senza rompere niente; lo spettatore è partecipe e aspetta il momento dello sfogo della violenza sugli oggetti di casa, ma questo sfogo non arriva mai, ed è frustrante. Ed ovviamente il finale, dove le cose non cambiano ma anzi si compiono naturalmente date le circostanze, dove non c’è un ricongiungimento, una conciliazione, ma solo le fredde e logiche conseguenze della vicenda.
