paolo benvegnù @ covo (BO)
Concerto generoso (due ore) che mi ha provato fisicamente. Sono fuori forma, e semplicemente non ce la faccio a stare fermo in piedi tanto a lungo. Ballando ci si può riuscire, ma per smuovermi ci vorrebbe veramente un euforia collettiva sproporzionata. Comunque questo non era un concerto per ballare. Al massimo si muove la testa su e giù, o le spalle, o si batte il piede. Per cui dopo l’attento ascolto delle prime 4-5 canzoni ho cominciato una lotta personale con la fatica, che mi ha distratto dalla musica. Non so se è una cosa che riguarda solo me, e sia questione d’allenamento, o se effettivamente la gente ai concerti sia concentrata all’ascolto dei segnali di stress del proprio corpo. A metà concerto mi sono ritirato al bar e ho ascoltato parte del concerto in sordina. Sono tornato per la prestazione finale, un momento di caos che mi dicono sia rituale per il gruppo, durante il quale giocano a parafrasare altri pezzi, ironizzano sulla storia personale di Benvegnù con la cantante degli Scisma e fanno casino.
Comunque ottimi artisti, lui e i suoi testi (fatti di distanze, sigarette e altri luoghi comuni ricorrenti), personaggio con occhiaie e frequenti strofinate di naso da posseduto, e soprattutto il poliedrico chiarrista-violoncellista-pianista. Si divertono e fanno divertire. Dal punto di vista tecnico, visto che c’è una schiera di appassionati che lo seguono e conoscono molto più di me, mi limiterò ad un paio di osservazioni: a volte trovo ridondante la chitarra acustica del leader, preferirei un po’ di rarefazione elettro-acustica, e gli interventi di pianoforte sono un po’ troppo declamatori (ottave, accordoni etc.). In alcune canzoni ci sono soluzioni armoniche originali e interessanti, ben enfatizzate dal suo modo di recitare le melodie; altre canzoni sono più stereotipate nel giro.
