Marjane Satrapi - Persepolis

3.5/4
Ma si dai, diamogli il massimo a questo bellissimo lavoro di animazione. In controtendenza rispetto all’iper-realismo dei cartoni animati dei grandi produtori animati, questo film è molto più vicino, verosimile e toccante, anche quando la disegnattrice-regista si prende alcune meravigliose licenze poetiche fantastiche e surreali. L’autrice ci è simpatica per l’autoironia. Immagini bidimensionali, piani sovrapposti (più nitidi quelli in primo piano, più scuri e offuscati quelli sullo sfondo) che strisciano l’uno sull’altro, per dare un senso di profondità simile a cere animazioni di Gondry nell’Arte del Sogno. La storia recente dell’Iran e dei paesi mediorientali è affascinante e purtroppo non ne sappiamo abbastanza. In particolare è difficile comprendere per noi occidentali come una rivoluzione portata avanti dagli universitari, anche in buona parte comunisti, sia potuta sfociare per reazione popolare in un regime nazionalista e massimalista islamico. L’autrice non ha ceduto, coraggiosamente e saggiamente, alla tentazione di fare un blockbuster americano con Pitt/Jolie, e anche per questo (oltre che per la storia sua e della sua famiglia) va la nostra ammirazione.
