Alejandro González Iñárritu - 21 grammi
2.5/4
Visto che questo diario personale potrebbe avere qualche visitatore di questi tempi, un’avvertenza: non leggere il commento ai film se non hai visto il film e hai intenzione un giorno di farlo. Trama in breve: un uomo e le sue due figlie muoiono investiti da un ex-delinquente (il fantastico Benicio del Toro), convertito all’onesà e fanatico di Cristo. Il cuore dell’uomo viene impiantato a un professore di matematica morente (Sean Penn), ma dopo qualche tempo la sua salute torna cattiva. L’uomo decide quindi di rintracciare la moglie del donatore (Naomi Watts), depressa e fragile, la seduce e la aiuta a mettere in scena la vendetta, che lei sente come necessaria per poter andare avanti, nei confronti dell’investitore, che uscito di carcere roso dai sensi di colpa si è riirato in un motel nel deserto.
Bella costruzione a scene cronologicamente sparse. Il finale viene subito anticipato all’inizio del film, ma fino verso metà non si capisce quasi niente, e poi il puzzle si ricompone. Proprio quando l’intreccio si è ormai dipanato c’è una decelerazione ed una caduta nell’emozionale. Per buoni dieci minuti non ci sono che lacrime e sentimenti. Come si dice in questi casi, bella confezione (musica, regia, fotografia) senza eccessi. Questo modo di fare cinema è la cifra di questo autore, visto anche Babel (visivamente bello ma un po’ più sfilacciato).
I temi. Sean Penn, oramai spacciato, decide come ultimo gesto di donare un figlio alla Watts (di cui finge di innamorarsi) per proseguire la vita, che comunque va avanti, che viene dal cuore del marito. La scoperta della gravidanza le fa aprire gli occhi sull’insensatezza della vendetta. La vita in questo film prosegue dove c’è più morte ma anche più umanità, disperazione, sensi di colpa, riconoscenza. E invece non c’è vita nel calcolo razionale della donna di Penn (Charlotte Gainsbourg, già vista in L’arte del sogno) che vuole da lui un figlio con l’inseminazione artificiale nonostante un aborto pregresso e la sua contrarietà. Le relazioni tra i due sono fredde, razionali, e anche le scene sono più scure (e lei pallidissima), e non è difficile immaginare che l’operazione che deve compiere per rimediare agli effetti dell’aborto non avrà buon esito. (ma qui siamo già oltre il film…)

volendo essere precisi anche in nuovomondo c’è charlotte…
21 grammi sinceramente non lo ricordo, o forse ricordo che mi era piaciuto di più amores perros (poi, metti sean penn a dirigere il traffico e avrai comunque qualcosa da guardare…) dove l’intreccio era più avvincente (almeno, così ricordo)
Comment by scriptab — March 4, 2008 @ 3:50 pm
ecco dov’è che l’avevo vista, ce l’avevo sulla punta della retina.
Comment by Administrator — March 4, 2008 @ 10:13 pm