joel ed ethan cohen - no country for old men
3.5/4
Un pugno nello stomaco. Regia perfetta senza virtuosismi. Un luogo del cinema, il confine tra Messico e Stati Uniti, rivisitato da un film crudo e senza speranza, senza redenzione, in cui il destino degli uomini è legato ad una casualità, come il lancio di una moneta. Nessuna compassione per il protagonista, che alla fine si consegna e consegna i suoi cari alla morte per avidità. L’umanità risiede solo nel vecchio sceriffo impotente (a fine film ancora indagano sul primo di una lunga serie di omicidi), sopraffatto da un mondo violento che è cambiato ed è incontrollabile. Il cuore nero dell’America quest’anno va di moda, con Il Petroliere e questo dei Cohen, che vinceranno meritatamente l’Oscar per la regia, una statuetta alla carriera. Questo film in particolare si iscrive nella scia di Fargo; la stessa scriscia di sangue, ma l’ironia e il sorriso si smorzano. Fenomenale Barden nel ruolo del killer freddo, pazzo (ma estremamente razionale). Le scene in cui compare sono tutte meravigliose. In particolare: la tesissima discussione con il benzinaio, l’omicidio del vicesceriffo (lunga inquadratura a terra mentre lo strangola con le manette), il furto in farmacia e la medicazione, l’ultima scena ("sto un attimo seduto"). E poi le scene da thriller e d’azione sono una lezione di cinema: l’inseguimento del protagonista con la jeep da parte dei messicani e del cane, il confronto a fuoco nell’albergo. Il film piega verso un finale irrisolto, per cui la delusione (che ci deve essere) è grande quando non si assiste neanche alla morte del protagonista. Terribile il tema della scia di morte insulsa che coinvolge tutti quelli che si trovano sulla strada.

bella recensione matteo, mi trovi pienamente d’accordo…
(comunque sei il re dello spoiler…vergognati!)
Comment by scriptab — February 29, 2008 @ 11:07 am