February 17, 2008

julian schnabel - lo scafandro e la farfalla

Filed under: visioni

2.5/4

Registicamente meraviglioso, sperimentale con la vista dagli occhi del paralizzato, la riapertura incerta, le lacrime che offuscano, lo sguardo mai allineato, confuse visioni dell’ambiente circostante. Oltre a questo altri esercizi di stile interessanti (i capelli della ragazza al vento, qualche scena onirica). Il tutto è valso a questo artista cazzone e sopravvalutato una meritata palma d’oro per la regia. Film non leggero, che costringe lo spettatore nei panni del malato, e non risparmia neanche una lettera dell’alfabeto ripetuto per permettergli di esprimere delle parole, delle frasi o addirittura di scrivere un libro. Niente pietismo, niente commozione facile, anche se le scene lacrimose non mancano, ma sono lacrime dei protagonisti poco infettive, mentre verso la morte del protagonista lo stile si asciuga. Ottima la ricostruzione finale dell’incidente, molto realistica e cruda. Bravissimo l’attore. Diverso, come tematiche (non "politiche"), da Mare Dentro di Amenabar sull’eutanasia, da non mettere neanche in relazione; questo film parla di una storia vera di un uomo che decide di continuare a vivere una qualche esistenza, ma non si presta a riflessioni etiche. E d’altra parte come ce ne sono che vogliono morire, ce ne sono che vogliono vivere digniosamente (e il tipo in questione poteva permettersi attenzioni più che dignitose…). Famiglia Cristiana lo ha ovviamente benedetto, definendolo moralmente superiore a quello di Amenabar.

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