January 18, 2008

tucson tribune

Filed under: scrittura

 

dal Tucson Tribune, 11/21/07


ASU* controversy and the quest for equilibrium in freedom of speech assessment

(liberamente tradottoin italiano)
*Arizona State University

La polemica rischia di riattizzarsi presso i vertici dell’Arizona State University, che ieri hanno chiesto coralmente le dimissioni del rettore Howard Spencer dopo la risoluzione dell’imbazzante questione che ha visto le cronache cittadine assurgere a questione federale. Il rettore è al centro dell’attenzione pubblica per aver invitato a tenere una lezione magistrale Ron Hubbard, famigerato capostipite della Chiesa di Scientology, una dottrina che annovera tra i fedelissimi nomi noti dello spettacolo come Tom Cruise e George Clooney, politici e lobbysti di ogni schieramento e anche eminenti scienziati quali Brian Greene e Paul Davies. Una fede che secondo recenti sondaggi dell’American Institute of Statistics sta sotterraneamente dilagando nel nostro paese; le stime indicano che un americano ogni venti ha intrapreso o sta intraprendendo un "cammino di sublimazione interiore", per usare le parole tratte da Dianetics, la Bibbia del movimento scritta da Ron Hubbard, ex-scrittore di romanzi di fantascienza.
Nelle scorse settimana studenti e professori emeriti dell’Università si sono ribellati alla scelta unilaterale imposta dal rettore Spencer, egli stesso vicino alla Chiesa scientologista secondo voci di corridoio, sostenendo l’incompatibilità di un’istituzione culturale libera da condizionamenti come l’Università e il carattere totalizzante del culto scientologista, e contestando le modalità dell’incontro, privo di contraddittorio e dibattito, e a invito riservato a pochi studenti e professori. Tuttavia una lettera privata giunta al rettore a firma di un congruo numero di rinomati professori non è bastato a dissuaderlo, e Spencer ha anzi ribadito l’invito annunciando l’assunzione di nuove e più severe misure di sicurezza per impedire l’accesso nella zona dell’incontro agli studenti, fatta eccezione per un novero di giovani appartenenti al club scientologista dell’Università. La contestazione si è quindi inasprita, ed è di ieri sera la notizia diffusa dal portavoce di Ron Hubbard, Jack Stevenson, che il padre spirituale non parteciperà all’incontro, per paura di possibili infiltrazioni di contestatori. Sarebbe stata questa la prima apparizione pubblica di Hubbard dopo dieci anni di anonimato, che ha aumentato il mistero intorno alla sua figura.
Spencer, dopo aver annunciato provvedimenti nei confronti dei professori e studenti coinvolti, è ora nell’occhio del ciclone, preso di mira in particolare dalle autorità statali dell’Arizona, che hanno fortemente deplorato l’iniziativa temendo che avrebbe portato una sgradevole pubblicità del rito scientologista in una zona da anni sconvolta da terribili fatti di cronaca legati a sette di ogni tipo, anche se a tutt’ora non è noto il contenuto del discorso che Hubbard avrebbe dovuto tenere, se un discorso ispirato ai principi del culto o una lezione magistrale di fantascienza, come Spencer continua a sostenere, avendo lui chiamato Hubbard solo in veste di romanziere, e non come leader spirituale. A gettare benzina sul fuoco ci pensa il noto polemista Leo Lindsay, sostenendo che questo episodio rappresenta una grave violazione del quinto emendamento. Ma anche l’impossibilità di un confronto da parte degli studenti, in un luogo pubblico, rappresenta a detta del loro rappresentante, John Synai, una violazione inaudita della libertà di parola. C’è da scommetterci, la polemica non si spegnerà presto, e qualche testa a pronta a ruzzolare.

Matthew P.

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