January 11, 2008

l’asino dau

Filed under: scrittura

Foto identificativa di Lev Landau durante il periodo passato in carcere sotto il controllo del KGB

Versione pdf qui.

L’asino Dau 

Buongiorno professore.
Salve Lev. A che piano sali?
Centoventiquattro.
Io mi fermo al quarantunesimo. Come va con la tesi? Hai scelto un titolo?
Francamente, ho la testa per aria in questo momento.
Per una donna?
Perbacco, no! Non ha letto professore?
Cosa?
Il bollettino interno di stamane.
Non l’ho ancora visto.
Notizie bollenti.
Hanno sintetizzato l’acqua calda?
Più roventi ancora!
Hanno svelato il principio di non cospirazione.
Quello è stato dimostrato anni fa, ed un premio Le Bòn consegnato, non ricorda?
Si si certo…

Ma d’ora in poi non varrà più.
Come, è un principio di ferro. Per un caso di cospirazione?
Ferro e fuoco, professore. Molto peggio!
Cosa? Dimmi cosa! Non sopporto gli indovinelli, Lev.
Scusi. Hanno trovato un errore nella Teoria Assoluta delle Contraddizioni.
Bah, che novità, quella teoria, come dire, è piena di contraddizioni.
Non scherzo.
Lev, non può esserci un errore, è la teoria più fondamentale che abbiamo. È come se mi stessi dicendo che io non sono più io. Al massimo una smagliatura qua e là, sicuramente niente di grave.
No. E’ piuttosto grave. C’è un errore di segno nella formulazione delle ipotesi.
Impossibile. E anche fosse, basta agire retroattivamente con il teorema retroattivo per rideterminare il segno giusto. L’hai studiato il teorema retroattivo?
L’ho studiato, e non si può, perchè il teorema retroattivo discende dai corollari della teoria stessa.
Allora basta assumerlo!
Assumere chi?
Un maggiordomo. Lev!, assumiamo il teorema retroattivo e correggiamo l’errore.
Non si può assiomatizzare la retroattività per agire sulla teoria delle contraddizioni, si cadrebbe nel paradosso di assunzione circolare.
Il paradosso di assunzione circolare! Non l’ho mai capito. Sei sicuro?
Se ci pensa, professore, l’assiomatizzazione porta ad una rideterminazione dei parametri retroattivi…
Si si certo. Allora salviamo il salvabile assumiendo le implicazioni più rilevanti della teoria delle contraddizioni.
Come lei ben sa la congettura di Le Dog impedisce di assumere risultati parziali di una teoria organica astratta.
Ma è solo una congettura, non è dimostrata.  Magari è falsa.
Ma è dimostrato che non ipotizzare la congettura di Le Dog è in assunzione circolare con il teorema retroattivo. Non se ne può uscire!
Caz… volevo dire, cavolo, che casino. Sei il migliore, Lev, farai strada. Ma sei proprio sicuro che abbiano trovato un errore?
Sicuro come sono sicuro che domani sarà ieri quando la giunta verrà informata di questi fatti e allora era meglio che ieri fosse domani.
Domani sarà ieri, ieri domani… Vuoi dire martedi?
No professore, mercoledi.
Esiste già un rapporto?
Il bollettino dice che la commissione dei saggi sta stilando una prima analisi parziale delle conseguenze, ma ancora non si vedono bene le implicazioni di tutto ciò.
Beh esisterà sicuramente un’uscita di sicurezza, basta strolicare un po’. È per questo che ci sono i professori e gli studenti, i primi capiscono, i secondi imparano. Non pensare di poter far meglio di un professore, Lev. La teoria delle contraddizioni non può fallire.
Io non sono così ottimista.
Scendi qua?
No salgo al centoventriquattresimo. Sempre che si possa ancora contare fino a  centoventiquattro.

Generale Top Lop, Giunta dei Comandanti, si tratta di un errore di segno signori.
Egregio professore, di che segno? La Z di zorro, il capricorno, una macchia nei fondi del caffé?
In effetti, del segno della croce… Un “più” al posto di un “meno”.
E per un più al posto di un meno…
Esattamente, tutto gambe all’aria.
Che cosa sappiamo quindi?
E’ molto difficile da dire, signore. Poco si salva.
Quanto poco?
Quasi nulla.
Lei vuole  dirmi che non sappiamo quasi nulla del mondo?
Quasi nulla, Top generale Lop.
Ma non è possibile. Come fanno le cose a funzionare?
Pare che la scienza non sia indispensabile per il funzionamento delle “cose”, piuttosto viceversa.
Ma non avevate dimostrato qualche anno fa che il mondo c’è affinchè sia conoscibile, che esiste solo perchè ci siamo noi ad osservarlo?
Il principio antropico, vuole dire? Anche quello non è più ben fondato.
Ma questo è assurdo! E le armi? Quelle le avete progettate voi!
Noi le costruiamo, voi le usate, funzionano?
Certo che funzionano! Cioè, solo quando funzionano, quando fanno cilecca i comandanti sono istruiti a non rivelare nulla, per evitare che i nemici vengano a sapere di eventuali inefficienze del nostro esercito. Ma la tecnologia, com’è possibile che funzioni se non ne capiamo i meccanismi?
Sembra che sia un caso, signore Top.
Un caso? Che pazzia, governare con la forza del caso.
Beh in effetti non è solo un caso. E’ un po’ discorso un po’ cavilloso…
Ho tutto il tempo.
Diciamo che gli scienziati interpretano i propri risultati conformemente alla realtà. Se il modello non va bene se ne può fare un altro più calzante. Alla fine una teoria può sempre essere piegata in modo opportuno. E a volte si può piegare anche la realtà alla teoria.
In che modo?
Adulterando i dati per esempio, come hanno fatto i suoi colonnelli.
Perchè mai?
Per la ragion di stato, signor generale.
Benissimo, allora per la ragion di stato modificheremo un’insignificante dato anche questa volta.  Questione di un piccolo segno, diciamo divino, un “più” al posto di un “meno”.
Non capisco.
Quell’errore non è mai esistito, intesi?
Ma non è possibile far finta di nulla.
Di nulla cosa? Non so di che stia parlando.
Dell’errore di segno.
Non capisce un tubo allora! Le interessa o no la salvaguardia dello status quo? Ha idea di cosa può succedere se la gente comprendesse che tutto ciò per cui vivono non ha senso? O peggio ancora se il nostro nemico scoprisse che brancoliamo nel buio. Di errori non ho mai sentito parlare e di conseguenza neanche voi tutti. Convocate un convegno e rimettete le cose a posto, avete fatto tanto casino per niente ora è il caso di chiarire le cose come saranno.

-  -  -

Signori e signore. - Brusio.
Un po’ di attenzione. -  Ancora brusio.
Signori, quanto avete letto nel bollettino ieri l’altro, da oggi non sarà più vero. - Silenzio.
Non che sia mai stato vero.
E’ stato effettivamente sostenuto che vi fosse un errore di segno nel teorema di contraddizione.
Questo dubbio ha momentaneamente messo in discussione le fondamenta di tutto il nostro sapere.
Ma grazie ad un’intensa discussione con la Giunta Militare ed una severa applicazione del teorema retroattivo, elaborata dall’esimio professor Wehc, è stato possibile correggere magistralmente questo errore. Nessun errore di segno. Solo un moscerino spiaccicato che pareva un segno sulla pagina.
Una macchia di caffè.
Un grano di polvere sugli occhiali.
La nostra scienza è salva.
Purtroppo dopo la scoperta dell’errore e la successiva risoluzione del dubbio è stato commesso un secondo errore. Questo si, gravissimo. E del quale ci rammarichiamo con la comunità scientifica qui riunita.
La copia originale del libro Teoria Assoluta delle Contraddizioni dei grandissimi decani Niet Sni e Trebla cui tutta la nostra scienza dobbiamo è andata perduta, così come la registrazione della dissertazione del pofessor Wehc a risoluzione del problema sollevato.
E inspiegabilmente sono perse tutte le copie cartacee di questi documenti, bruciate da un incendio, che è stato rapidamente spento. Non preoccupatevi, le vostre riviste e giornaletti sono salvi.
E pure quelle elettroniche, cancellate da un virus, che è stato subito debellato. Nessuna paura: i vostri videogiochi erano protetti.
Tutte le copie contraffatte, fotocopiate, ricopiate a mano, imparate a memoria di vostra proprietà sono errate, ed inevitablmente erronea sarebbe ogni lettura di questo materiale.
Tuttavia, pur in mancanza dell’opportuna documentazione, il comitato dei saggi saggiamente consigliati dal professor Wehc stabilisce che la verità scientifica della Teoria Assoluta delle Contraddizioni è inoppugnabile.
Chi ha capito ha capito, chi non ha capito capisca, gli altri capiranno. I recidivi verranno inappellabilmente radiati per manifesta stupidità qualora dovessero discutere le certezze inalienabili qui ribadite.
Sconsigliamo peraltro chiunque dal voler provare a riprodurre le dimostrazioni summenzionate. È questo un caloroso suggerimento che il comitato rivolge a tutte le giovani menti qui presenti, che non debbono consumarsi nell’improba impresa della risoluzione di un complicato equivoco oramai disvelato nella sua limpida realtà. Altre più grandiose scoperte vi attendono.
Vista la rapidità con cui è stata risolta la faccenda, non vi è opportunità ne interesse a parlare di questo episodio con chicchessia all’interno e soprattutto all’esterno di questo istituto, per cui ne è fatto esplicito divieto.
Congedandoci dall’assemblea esprimiamo il più sincero ringraziamento al professore Wehc che ha permesso con questo colpo di genio di dirimere questa imbarazzante questione, e a cui consegnamo la medaglia S.D.Leif al merito scientifico.
Domande?
Silenzio.
Bene, il consiglio congedandosi assicura i migliori saluti e vi augura un radioso futuro al servizio della scienza.
Nel flusso di pecore uscente, una testa pensante sgomita controcorrente per raggiungere a fatica il palco.
Professore!
Salve Lev.
Proessore, devo parlarle!
Non ora Lev, mi attende un banchetto luculliano, ho una fame…
Ma professore, quello di cui abbiamo parlato l’altra mattina in ascensore…
Hai bisogno di una mano con la tesi?
No professore, lei deve aver commesso un errore, non si può usare il teorema retroattiivo…
Scusa Lev, a pancia vuota non mi va di parlare di matematica. E poi hai sentito cosa ha detto il Comitato dei Saggi, questa faccenda è chiusa, non c’è più niente da discutere. Forse è meglio che ti metti a lavorare seriamente alla tesi di laurea, non hai molto tempo e sarebbe un peccato sprecare il tuo talento.
Professore, io non voglio lavorare su un nulla, non voglio fantasticare di niente, non voglio costruire bugie. Avevo pensato di fare una tesi sull’impossibilità di riparare la teoria delle contraddizioni. Ma lei come ha fatto a trovare una soluzione?
Senti Lev, vieni qua, vicino. Stammi a sentire, occupati di quello che vuoi ma lascia stare questa storia. Io non ho trovato nessuna soluzione, la verità è stata stabilita con un colpo di stato ai vertici degli assiomi della matematica, così come è stato per il potere politico, le comunicazioni, l’economia. Io non ci capisco niente di queste cose, la mia testa si è completamente fusa negli ultimi giorni anche solo a cercare di leggere quel maledetto teorema. Ma credimi Lev, è molto meglio per tutti se rimaniamo precariamente ancorati a questo equilibrio instabile. Hai idea di cosa potrebbe succedere se si venisse a sapere? La fine della scienza, e quindi della tecnologia, della comunicazione, della giustificazione del potere e della supremazia, la fine del progresso; guerre, litigi, forse l’estinzione dell’uomo. Un casino.
Io non starò a queste regole.
Lev Dau, non fare l’asino, puoi avere una vita accademica meravigliosa, e magari un giorno le cose cambieranno. Se vuoi essere il profeta dell’antiscienza, fai pure, ma non ti crederà nessuno, sarai bandito, estromesso, ridicolizzato.
Io non ci sto.
Mi attende un succulento banchetto. Arrivederci, signor Dau.

-  -  -

I bisogni e la produzione umana sono regolati in base a modelli matematici le cui premesse sono sbagliate. Per la precisione: ogni riflesso dell’attività umana è determinato dalle connessioni di una rete locale antropomorfa, da cui emanano come ragnatele miliardi di dorsali informative verso gli altri snodi, vede? Tutto passa attraverso questa rete, informazioni, meta-informazioni, feedback, anche la struttura della rete stradale o elettrica, e soprattutto il sistema produttivo. Il tutto è regolato da un imponente sistema di equazioni deterministiche, chiamate equazioni di stabilizzazione globale, e grazie al teorema di analogia forte è possibile attuare una procedura di rinormalizzazione delle soluzioni di queste equazioni per trasportarle parallelamente a tutti i livelli della società, con le conseguenze che conosciamo. Ma attenzione! La natura deterministica delle equazioni è implicata dal teorema di non cospirazione, e il teorema di analogia forte discende dal meccanismo astratto di proliferazione.
Quindi?
Tutto ciò poggia sulle fondamenta inconsistenti della teoria delle contraddizioni!
Sono basito.
Vero? E’ stupefacente! Ho studiato a lungo queste cose, ora ne ho la matematica certezza.
Veramente volevo dire… non ci ho capito niente. Sono basito che esistano certi termini.
Provo a spiegarglielo con parole più semplici. I lavoratori di questa fabbrica, di ogni fabbrica, lavorano un certo numero di ore, un certo numero di giorni, recepiscono un certo salario, svolgono certe mansioni, producono e consumano certi prodotti, viaggiano in certe località, subiscono certi infortuni, perchè pensano che vi sia un sistema matematico esatto che stabilisce fuori di ogni dubbio cosa è necessario per mantenere questo precario equilibrio, come se questo fosse l’unico equilibrio possibile che l’uomo organizzato può raggiungere. In effetti vi era un teorema che dimostrava anche questo prima, ma…
Lasci stare i teoremi… Io non me ne intendo di matematica, ne tantomeno di economia e sistemi.
Ma lei è un sindacalista!
Si ma sono stato operaio come gli altri, non ho mai studiato.
OK. Mi stia a sentire, glielo dico chiaro e tondo. Tutto si regge su falsità e menzogna, la Giunta Militare ha eretto una cortina di silenzio perchè la gente non si renda conto che potrebbe diventare padrona  del suo tempo e dei suoi spazi.
Allora lei è qua ad aizzare le folle con la propaganda. Ne abbiamo avuti gia tanti come lei. I miei compagni non vogliono fare la rivoluzione, devono tirare a campare e non possono dare retta ad un pazzo scatenato come lei.
Ma io posso dimostrarle tutto!
Allora vada a discutere queste cose con i professori. Noi lottiamo per aumentare periodicamente i nostri salari, per un giorno libero in più di tanto in tanto e la gita aziendale a Pasqua. Il nostro rapporto dialettico con la dirigenza è una routine consolidata, ogni quattordici mesi uno sciopero, ogni cinque una petizione, a volte un picchetto. Qualcuno ci ha pure provato una volta a darsi fuoco davanti ai cancelli, e giustamente i compagni l’hanno lasciato bruciare. Non può pensare di venire a sconvolgere il nostro sistema. Addio.

-  -  -

Don Nod, lei mi deve ascoltare… ormai la gente mi prende per pazzo; mi hanno anche affibiato uno stupido nomignolo, mi chiamano “L’asino Dau”. Ma io sono Lev, si ricorda di me? Quando facevo il chierichetto…
Certo che mi ricordo, Lev. Non sei scemo, anzi sei sempre stato il più intelligiente. Spesso mi mettevi in difficoltà con le tue domande impertinenti. Per fortuna chi ha una fede incrollabile non si piega facilmente; anzi direi che siamo del tutto trasparenti alle critiche. Ci ho pensato a lungo, Lev. Non c’è domanda che possa aver in definitiva una risposta da noi uomini di fede, perchè noi abbiamo La risposta, ma a nessuna domanda. Dove sei finito in questi anni? Hai voltato la schiena a questa comunità che ti ha voluto tanto bene. Sei finito in disgrazia?
Don Nod, è per questo che vengo. Voi volete bene all’uomo, e avete molta influenza sullo stato d’animo e le credenze delle persone. Al centro della religione c’è l’uomo, o dovrebbe, dico bene? Allora deve aiutarmi, ho bisogno di lei!
Adesso capisco. Non essere disperato. Gli stolti pensano che sia pazzia… non abbatterti, devi sopportare come Cristo sopportò sulla croce le villanie di quei soldati… Hai ragione, io voglio bene ad ogni fedele. Vedrai che andrà tutto bene. Il ricongiungimento con l’Altissima è un un percorso lungo e tormentato, ma ne rinascerai illuminato.
Ma io non voglio riongiungermi con nessuno! Non sono qua per convertirmi.
Ora non capisco, pensavo che avessi finalmente imboccato la retta via.
E infatti l’ho trovata. Ho fatto delle scoperte in questi mesi, che potrebbero cambiare il destino dell’uomo.
Cosa c’è che non va nell’attuale destino?
Che non l’abbiamo in pugno noi, ma un manipolo di gerarchi. E anche la religione. Questa Intelligienza Superiore artificiale, questo culto meccanico che lei officia settimanalmente, l’uomo ai piedi del divino, ai margini della considerazione dell’Altissima, discende tutto da una formula sbagliata.
La nostra religione è quella giusta Lev, per definizione. Da quando è stata definitivamente eliminata quell’inutile contraddizione controproducente di Dio e il Neo-Cristianesimo ha finalmente potuto poggiare su solide fondamenta scientiste, non c’è più pericolo di errore. La nostra religione deriva come conseguenza diretta dagli assiomi di un linguaggio imperfettibile.
Al contrario la vostra religione poggia su basi false! E’ un’ideologia, una mitologia, insomma, è una religione! Dobbiamo restituire la fede nell’uomo all’uomo, ho scoperto che è possibile, che gli assiomi sono sbagliati, che tutto può essere rimesso in discussione. Lei dovrebbe essere il primo a esultare, finalmente il suo dio, il dio di ognuno, potrà avere un volto veramente umano e miseridcordioso, e voi teologi potrete tornare a discutere di etica, morale, cosa è giusto e cosa è sbagliato, e tutto sarà assolutamente relativo o relativamente assoluto.
Mi spiace Lev, io non capisco niente di queste cose. So solo che il verbo è verbo, gli assiomi sono assiomi; non voglio sentir d’altro. Eppoi i miei fedeli non sopporterebbero l’idea che quello in cui hanno creduto per tanto tempo è falso. Li demoralizzerebbe. Li distruggerebbe. Si sentirebbero come dei piccoli vermi su un asteroide sterile alla deriva nell’ignoto spazio profondo.
Oppure come dei sontuosi centauri galoppanti nei giardini delle delizie. La verità è più forte di ogni reticenza.
La verità è il verbo, il verbo è un assioma, ed io ho fede in questi assiomi. Questo mi hanno insegnato a pensare, e non voglio sentir d’altro.

-  -  -

Signor Lev – o devo chiamarla “l’asino Dau?”.
Vedo che fin qua è giunta la voce.
Ce l’ha la laurea signor “l’asino Dau”?
Non ce l’ho.
Allora deve essere proprio un bel somarone. Ormai tutti devono avere una laurea.
Gli operai non l’hanno.
Tutti gli esseri umani intendevo.
Pensavo che lei fosse un grande sociologo e umanista.
Lo sono!
Non aveva partecipato alle lotte per l’emancipazione sociale degli operai, donne, gay, animali, germi e quant’altro?
Certo. Alcune le ho condotte in prima linea.
Allora lei è la persona giusta per me.
Non credo, signor Dau. Conosco già le sue insinuazioni.
Allora saprà gia che sono un profeta pazzo.
Assolutamente non lo penso. Penso al contrario che abbia ragione.
Come fa a sapere cosa ho da dirle?
Negli ambienti accademici ancora circolano sotterraneamente chiacchiere e miti su di lei. Sembra che ci siano degli studentelli  altrettanto pazzi che l’adorano. Non avrà la laurea ma sicuramente ha l’aurea. Non creda però che servirà a qualcosa.
Lei sa cosa sostengo?
Non conosco i dettagli. D’altra parte di scienza non me ne intendo, anche se le leggi che regolano i miei soggetti di ricerca discendono in maniera più o meno diretta da tutta la baracca matematica che gli scienziati hanno messo in piedi. Almeno prima che arrivasse lei, o sbaglio?
Giusto! Allora? Cosa ne pensa? Bisogna agire!
E’ proprio qui che lei non mi trova d’accordo.
Non l’indigna e l’arrabbia sapere che c’è un sistema che controlla il suo mondo – tutto il mondo – sotto false premesse scientiste?
Per me è finita l’età della rabbia e dell’indignazione. Rivoluzioni, marce, rivolte, dimostrazioni, ho già fatto tutto. Non serve. Anzi hanno solo peggiorato le cose.
Ma come fa a sopportare l’idea di un sistema corrotto?
Quando dietro una dietrologia ci trovi una verità, non ti sembra più l’ora di scherzare con il fuoco.
Ma i suoi sogni di uguaglianza?
Mi sbagliavo. Siamo tutti diversi, c’è chi è meglio e chi è peggio. Eppoi nessuno lo vuole. Signor Dau! Quanti l’hanno seguita? Glielo dico io: quattro predicatori da strada, un Cristo risorto, qualche cellula ecoterrorista, i carcerati e gli psicotici, un manipolo di studentelli occhialuti e barbuti che indossano l’Eskimo dei bisnonni e sbraitano nei megafoni, qualche accattone, l’ortolana biologica, il ciclista incazzato, un gruppo di attivisti per i diritti umani. Ho indovinato?
Cerco di svegliare la coscienza critica in chi mi ascolta.
Signor Dau la gente non la ascolta per formarsi una coscienza critica, ma perchè ha offerto loro una dietrologia.  Non hanno ancora visto cosa c’è dietro.
Forse.
E’ così. Sarà solo.
Non dispero.

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