dissipative quantum model of the mind

Non ho letto il libro ma ho avuto la possibilita’ di chiacchierare con l’autore riguardo ai contenuti della sua teoria. Questo chiarimento personale ha dissipato i miei dubbi circa la fisica del modello, che durante la sua presentazione in mattinata presso una platea di filosofi e gesuiti era stata un po’ adombrata.
Il problema e’ quello di spiegare la manifesta velocita’ di correlazione all’interno del cervello (osservata da Freeman), inspiegabile secondo un modello puramente bio-chimico. Il suo lavoro inoltre parte da una rivisitazione dei lavori di Umezawa di teoria quantistica della mente, dei quali rileva la limitazione derivante dall’utilizzo di uno spazio di Hilbert quantistico come sede della memoria. In questo modello infatti la registrazione di nuovi dati cancella i precedenti, cosa che ovviamente non avviene nel cervello. Una teoria quantistica di campo efficace fornisce gli strumenti per comprendere questi fenomeni; infatti gli spazi di Fock degli stati di una teoria ad infiniti gradi di liberta’ non sono unitariamente equivalenti (regole di superselezione), e sono sedi di fisiche sostanzialmente diverse (diversi stati di vuoto), corrispondenti alle diverse fasi del sistema. Questa molteplicita’ di fasi diverse garantisce un’estensione del modello di Umezawa in modo da comprendere una stratificazione mnemonica.
A parte queste suggestive considerazioni, il modello e’ fisicamente fondato; il parametro d’ordine e’ la polarizzazione delle molecole d’acqua che in larga percentuale costituisce il cervello; la rottura di simmetria SU(2) genera un bosone di Goldstone detto "quanto di …", questo modello quindi analogalmente al modello di Ising prevede la formazione di domini di coerenza per tempi sufficientemente lunghi da essere osservati sperimentalmente. L’incontro con Freeman, uno dei guru del campo, e’ stato fondametale perche’ ha consentito di dotare di una buona base sperimentale (60 e piu’ elettrodi a misurare i domini di coerenza) il lavoro. Articolo qui.
Una parte importante del lavoro e’ relativa ai concetti di dissipazione, perdita d’informazione, emergenza di strutture quantiche, che vorrei approfondire. Se ho ben capito Vitiello interpreta la concezione umana del tempo come derivante dalla freccia del tempo del modello dissipativo. A livello quantistico non e’ possibile isolare il sistema, e quindi non e’ possibile liberarsi della dissipazione e della freccia del tempo.
Ricordo un amico che mi diceva dell’apparente incomprensibilita’ dell’orecchio assoluto. Il cervello avrebbe una struttura frattale, invariante di scala (leggi di potenza), e questo fatto si rispecchia nella percezione acustica, che e’ logaritimca nelle frequenze e non e’ in grado di riconoscere una scala caratteristica. L’orecchio assoluto è l’immancabile eccezione. Il gruppo di rinormalizzazione e’ sicuramente lo strumento adeguato per lo studio di questi aspetti.

